Scandroglio inveisce pure contro il gay che ha adottato la bambina down rifiutata da sette famiglie



La ferocia de La Nuova Bussola Quotidiana pare non conoscere confini. Davanti ad un gay che ha adottato una bambina down rifiutata da sette famiglie eterosessuali, è in una rubrica chiamata "A pan di buonismo" che il solito Tommaso Scandroglio firma un articolo intitolato "Omosessuale adotta Down: mai inganno fu così riuscito".

Ribadendo che lui venderebbe l'anima al demonio pur di poter sostenere che i gay debbano essere ritenuti sbagliati, il fondamentalista scrive:

Per sdoganare l’omogenitorialità basta una storia piena di buoni sentimenti come quella di Luca che adotta la bambina down. Gli ingredienti per rendere inattaccabile la scelta ci sono tutti e chi osasse muovere una critica verrebbe incriminato dei seguenti psicoreati: omofobia, discriminazione, mancanza di pietà... Resta il fatto che un minore ha bisogno di un padre e una madre e resta quello che disse la Congregazione per la Dottrina della Fede.

Insomma, Scandroglio avrebbe preferito che la bimba fosse resa orfana in nome di come lui ami giurare su Dio che le sette famiglie che l'hanno rifiutata sarebbero migliori del padre che se n'è preso cura perché lui vuole vedere peni che penetrano vagine. Dice pure di sognare una sharia in cui i suoi presunti dogmi dovrebbero prevalere sul supremo interesse del bambino.

In quel suo costante abuso della religione come pretesto per legittimare l'odio, Scandroglio inizia a bestemmiare Dio con le sue solite riletture ideologiche delle Scritture:

«Allora la donna vide che l'albero era buono da mangiare, gradito agli occhi e desiderabile per acquistare saggezza» (Gn 3,6). La donna ovviamente è Eva e il frutto era tanto bello da vedersi quanto indigesto da mangiare ed infatti è rimasto sullo stomaco a tutta l'umanità. Eva non l'avrebbe mai mangiato se fosse stato ripugnante agli occhi. Il peccato in qualche modo deve essere attraente, altrimenti nessuno sceglierebbe di compierlo.
Parimenti ad alcune condotte moralmente riprovevoli devono essere cucite addosso vesti accattivanti, intessute da mani esperte nel buonismo e nel politicamente corretto. Così è stato per la storia di Luca Trapanese, cucinata dai media con le spezie più gradite da tutti. Luca è un single omosessuale di Napoli, il quale, dopo un anno di affidamento, ha adottato Alba, una bambina affetta dalla sindrome di Down.

È dunque con una ferocia che pare satanica che il fondamentalista dice che il padre della piccola va ritenuto come il volto del «peccato» perché gay. E non va meglio quando si mette a imprecare contro l'impegno sociale di Luca:

Gli ingredienti per rendere inattaccabile nel sentito popolare la scelta di Luca ci sono tutti. Questi ha dedicato tutta la sua esistenza al volontariato fondando tre associazioni, ha voluto adottare la bambina nonostante fosse stato abbandonato dal compagno, la piccola Alba è stata rifiutata da ben sette famiglie in cerca di un bambino da adottare e Luca la crescerà aiutato da una tata, da sua madre e da un'altra signora. In questo scenario chi osasse muovere una minima critica alla scelta di Luca verrebbe subito incriminato dei seguenti psicoreati: omofobia aggravata, discriminazione verso i disabili, mancanza di pietà, disprezzo per l'istituzione familiare, cecchinaggio della dolcezza e della tenerezza e, infine, cementificazione selvaggia del cuore.

Scandroglio arriva così alla sua solita benedizione dell'odio:

Noi però siamo rei confessi e quindi qualche critica la muoviamo lo stesso. In primo luogo un minore ha bisogno di un padre e di una madre per crescere. I casi eccezionali contemplati dalla legge che permettono l'adozione da parte dei single non dovrebbero esistere e nel tempo, di certo, diventeranno casi normali. In secondo luogo un bambino non dovrebbe essere educato da persone omosessuali. Non lo diciamo noi, bensì la Congregazione per la Dottrina della Fede: «Vi sono ambiti nei quali non è ingiusta discriminazione tener conto della tendenza sessuale: per esempio nella collocazione di bambini per adozione o affido, nell'assunzione di insegnanti o allenatori di atletica, e nel servizio militare» (Alcune considerazioni concernenti la risposta a proposte di legge sulla non discriminazione delle persone omosessuali, 1992, n. 11).
Ma questi vecchi e polverosi documenti della Congregazione per la Dottrina della Fede non importano più a nessuno e poi da tempo sono caduti in prescrizione sotto i colpi dell'inclusività e della tolleranza.

Chissà che qualcuno non possa spiegare a Scandroglio che i suoi dogmi omofobi inventati quarant'anni fa dall'uomo non hanno valore in uno stato laico come l'Italia, anche se lui prosegue imperterrito a dire:

Oggi per sdoganare l’omogenitorialità, sia quella binaria che quella single, basta una storia semplice semplice piena di buoni sentimenti come quella di Luca che adotta la piccola bambina down. “Buoni” solo apparentemente, sussurrerebbe la nostra antenata Eva.

Scandroglio poteva forse esimersi dall'infilare le sue sudice parole nella bocca di Eva.
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