Silvana De Mari dall'altare di don Ottorino: «Da medico dico che l'omosessualità è una disfunzione reversibile. Gli ex-gay sono più numerosi dei gay»



In quella chiesa che don Ottorino ha trasformato nel palcoscenico di un comizio d'odio tenuto dalla pluri-imputata Silvana De Mari e dal fondamentalista Gianfranco Amato, oltre alle invettive contro l'Islam non è mancata la solita omofobia. Dall'altare maggiore, la fondamentalista ha dichiarato:

LGBT ed omosessuali, che è un termine molto scorretto da un punto di vista ideologico che è stato creato 750 anni fa, non sono la stessa cosa. I movimenti LGBT sono un movimento politico, con una connotazione politica molto chiara, che hanno lo scopo di affermare alcune non-verità scientifiche. Che sono che la cosiddetta omosessualità è congenita, è irreversibile e che sia collegato ad uno stile di vita equilibrato.

Dopo aver chiesto a don Ottorino di mettere un'immagine sullo schermo, la signora ha spiegato che quella sarebbe stata la rappresentazione della sessualità dato che «sulla parte sinistra possiamo vedere la santissima Trinità. Mamma e papà hanno appena fatto l'amore quindi la trinità ha fatto la piccola anima che sta andando nel ventre di mamma». Dice anche che «le ciabatte di lui sono messe in qualche maniera, le ciabatte di lei sono messe ordinatamente una di fianco all'altro» e che, nonostante faccia freddo, «papà e mamma sono nudi perché il piacere sessuale è un piacere lecito quando è sacro. Dio concede il piacere per creare un'altra vita». Quindi non solo la signora De Mari nega che possa esistere sesso senza procreazione, ma sostiene pure che a far sesso non sarebbero un uomo e una donna ma «papà e mamma» in quella proiezione per cui lei esige stiano nudi in un letto solo se hanno in mente l'idea di fare un figlio.

A quel punto la fondamentalista parte con una digressione sul piacere del cibo, asserendo sarebbe intollerabile che qualcuno mangi cibi sano e senza grassi. Dice poi esisterebbe «la follia» e «il contro natura»  di chi «vomita volontariamente», asserendo che «l'esofago serve a portare il cibo nello stomaco e non dallo stomaco alla bocca. Abbiamo un'aberrazione. Il cibo non serve più per la sopravvivenza ma serve solo per il piacere. È solo lo strofinio di qualcosa contro le papille gustative». Inizia così a dire che vomitare non è piacevole ma in certi cervelli «si ha l'inversione del piacere e del dolore» come «avviene nel sadomasochismo dove qualcuno prova piacere nel farsi torturare». Chiunque abbia la sfortuna di conoscere le teorie contro i gay della signora, non faticherà ad immaginare dove voglia andare a parare con quei discorsi.

Inizia la sua solita litania sul fatto che «da un punto di vista biologico e non religioso, la sessualità è la forma con cui la biologia forma la generazione successiva attraverso l'incontro del gamete maschile e quello femminile. C'è una sola necessità: maschio e femmina. Non ce ne sono altre. Dalle altre parti possiamo avere solo erotismo». Poi, chiedendo ai presenti se qualcuno di loro allevi cavalli, afferma: «Vi è mai capitato di vedere un cavallo maschio che prende a calci una staccionata per andare da un altro cavallo maschio? Mai! È solo quando c'è una cavalla in calore che il cavallo maschio tira giù la stalla per andarsi ad accoppiare». Ed ancora: «Io non ho mai allevato cavalli ma ho dei cani e quando le mie cagnoline erano in calore, i cani maschi mi entravano in giardino. Quando ho avuto un cane maschio nessuno gli faceva la corte. Quindi la sessualità è uomo e donna».

Se il paragone con cani e cavalli fa rabbrividire, il suo discorso arriva al solito attacco ai gay:

Esiste l'omosessualità? Sì, lo so. Esistono persone che credono di essere omosessuali e ne ho conosciuti moltissimi nella mia carriera da medico perché purtroppo sono esperta di endoscopie e psicoterapia. Da endoscopista la mia esperienza è limitata all'omosessuale maschio passivo, il bottom. Posso dirvi che una notevole percentuale di questi ha problemi gravi. Sono sempre stata estremamente accogliente con loro perché sono sempre stata convinta si trattasse di qualcosa di non reversibile. Sapevo fosse disfunzionale ma credevo non fosse reversibile. Due anni fa mi sono resa contro che è perfettamente reversibile. Faticosamente e dolorosamente reversibile, ma reversibile. Se ne può uscire.
Tra l'altro il dubbio mi è venuto anche per motivi religiosi. Io sono stata atea per la quasi totalità della mia vita e sono rientrata pochi anni fa. E mi chiedevo. Non è solo la sodomia, è anche Gesù Cristo, San Paolo, Santa Caterina da Siena. sapere che ha detto santa Caterina da Siena? Cercatevelo su Internet perché se no mi becco un'altra denuncia perché so benissimo che da qualche parte ci sono benissimo che qui da qualche parte ci sono anche gli amici di Gayburg. Ma ho conosciuto molte persone che sono ex-gay. Sono numerosissimi. Noi non lo sappiamo, ma sono numerosissimi. Sono molto più numerosi dei gay. E molti di loro hanno scritto dei libri, come Luca Di Tolve.

In un processo di auto-assoluzione pronunciata dall'altare di una chiesa in assenza dell'accusa, la signora inizia a dire che «ho iniziato a dire forte tutto quello che avevo visto. Ho incominciato a dire forte che l'omosessualità è gravata dalle classiche malattie sessualmente trasmissibili e tassi di malattie cardiologiche spaventose. Il 50% dei malati di Aids e l'80% dei casi di sifilide sono maschi cosiddetti omosessuali. Che sono il 2% della popolazione. Poi ci sono tutte le malattie cardiologiche e il fatto che si abbia a che fare con parte del tubo digerente. L'ultima parte del tubo digerente contiene gli escrementi e gli escrementi contengono i batteri fecali. I batteri fecali sono la seconda causa di morte dopo i batteri respiratori».Inizia così il racconto di quello che probabilmente è la spiegazione che la signora ha concordato con i suoi avvocati:

Quindi ho espresso alcune cose con toni molto vivaci. Ho usato termini così vivaci e così poco diplomatici per la collera. Quando voi siete ricoverati in ospedale a morire di Aids o a morire di cancro all'ano a 25 anni, quali dell'Arcigay non ci sono. Io ho visto i morti. Io ho fatto il medico quando none sistevano cure per l'Aids.

Peccato che poi la signora De mari promuova Luca di Tolve e quel suo libro il cui il sedicente ex-gay dice di aver intenzionalmente tentato di contagiare altri uomini con l'Aids in anni in cui non esistevano cure. Quanti dei morti che lei sta usando per creare odio sono stati causati dalla sete di vendetta di quel suo amico che voleva incolpare i gay di una malattia contratta per il suo prostituirsi e per il suo cercare sesso anonimo nei parchi? La signora non lo racconta, preferendo creare allarmismi:

Pensate che stanno diventando sessualmente trasmissibili anche malattie che non lo sono mai state. Come l'epatite A e la meningite. La meningite è presente nelle comunità gay e noi cosa facciamo? Nulla. Noi diamo fiumi di denaro agli LGBT perché loro vadano nelle scuole. Per dire questa roba mi sono beccata due denunce. Una dal Torino Pride e una dal Mario Mieli di Roma. Qualcuno sa chi era Mario Mieli? Era un intellettuale cosiddetto omosessuale, morto suicida a 31 anni, che faceva spettacoli teatrali in cui mangiava escrementi suoi e del suo cane. Ha scritto un libro che giuro mi sono letta. Ho preso il valium e me lo sono letto. Scaricatelo perché tutti i siti lgbt riconoscono in Mario Mieli una figura iconica per i gay, ma soprattutto chi riconosce Mario mieli come una figura iconica per i gay è lo stato italiano per merito di una Boschi che ha incaricato un'associazione che si chiama Unar, che sarebbe contro il razzismo. Ma come contro il razzismo? Le persone omosessuali non sono una razza, è un comportamento. Ma loro dicono che è una razza.

Naturalmente l'Unar non è un'associazione e non considera i gay come una razza. falso è anche che la Bochi abbia qualcosa a che fare con l'ente istituito dal Governo Berlusconi con il decreto legislativo 9 luglio 2003 n. 215, quale recepimento della direttiva comunitaria n. 2000/43 CE. Lo scopo è quello promuovere la parità di trattamento e la rimozione delle discriminazioni. Eppure lei giura che l'Unar abbi «dato l'ordine di dare del denaro al Mario Mieli di Roma» e...

quindi, ricapitolando, noi abbiamo del denaro pubblico che va ad un tizio che mangiava gli escrementi suoi e del suo cane e che è morto suicida. Ha scritto un libro in cui non solo parla solo a favore degli atti sessuali con i bambini, ma dice che chi osa contrastare gli atti sessuali con i bambini sia uno cattivo cattivo. Mi sono beccato delle denunce e vado avanti. Per la verità io avevo calibrato quello che avevo detto e avevo calcolato che se le mie conoscenze sulla legge erano corrette, quello che avevo detto non era sufficiente a causarmi una denuncia. 

In realtà la signora non spiega ai presenti di aver pubblicamente dichiarato che gli iscritti al mario mieli di Roma debbano essere ritenuti dei «simpatizzanti della pedofilia» sulla base della sua rivisitazione ideologica dei pensieri di Mieli. Eppure lei prosegue imperterrita:

Persone più brave e più preparate di me hanno detto le stesse cose usando termini corretti e perfetti. hanno portato in strada milioni di persone. Non è servito ad un fico. Nella comunicazione di oggi, o urli o la tua comunicazione non passa. E noi dobbiamo far sentire la nostra voce.

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