Angelo Sanzio a Il Giornale: «Picchiare i gay è una goliardata. Io non denuncio»



Non si capisce bene perché Angelo Sanzio continui a denunciare il presunto caso di omofobia che avrebbe subito esclusivamente ai giornali di estrema destra. Dopo le sua prime dichiarazioni rilasciate a Il Tempo di Roma, ora è il turno de Il Giornale di Sallusti. Ribadendo che lui non ha alcuna intenzione di sporgere denuncia in modo che le lobby fondamentaliste possano continuare a negare l'esistenza dell'omofobia (in fin dei conti, tecnicamente la sua aggressione non è mai esistita dato che non esiste alcuna denuncia), ben più grave è come l'ex gieffino abbia dichiarato che non ha sporto denuncia perché:

Non li avrebbero mai rintracciati, era sera li ho visti appena sul volto, sono scappati, ma anche li avessero presi cosa sarebbe successo? Che dopo pochi giorni se non poche ore li avrebbero rilasciati. Ho preferito così e dentro di me voglio credere che si sia trattata di una goliardia.

Se apprendiamo che Sanzio sostenga che picchiare un gay sarebbe «goliardia», è pura disinformazione il suo voler negare che le denunce siano rilevanti anche quando gli aggressori non vengono rintracciati. I fondi destinati alla sicurezza e il numero di agenti impegnati su un determinato territorio è direttamente proporzionale al numero di denunce ricevute: tacere significa collaborare con i malavitosi cercando di impedire che possano incontrare agenti di polizia mentre delinquono.

Se a riprenderlo ci ha pensato un'intervistatrice che ha osservato come «non mi sembra proprio una goliardia essere picchiati perché gay», tra i commenti Sanio non ha certo trovato compressione. Tra chi vuole picchiare chi minaccia gli aggressori e chi nega che il correre il rischio di essere aggredito da perfetti sconosciuti in virtù del proprio orientamento sessuale sia una situazione diversa, scrivono:



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