Col plauso di CasaPound, don Bianchi mistifica le parole Don Favarin per condannare la sua accoglienza



Don Mirco Bianchi sostiene che gli omofobi siano perseguitati come gli ebrei sotto al nazismo in virtù di come lui sostenga non possano dare libero sfogo al loro odio. Giura su Dio che la tolleranza sia una brutta cosa e giura sulla Madonna che il concedere dignità alle persone non binarie causerà la «cancellazione» dell'umanità. Quindi è meglio insultarle, denigrarle e perseguitarle in ode a come il signor don Bianchi dica che la sua implicita ed ostentata passione per la vagina delle sua parrocchie debba essere intesa come un merito dal valore giuridico e religioso.

Ora è offendo falsa testimonianza che è tornato a dire che lui, in quanto prete, può assicurare che a Gesù faccia schifo quell'accoglienza che aveva erroneamente predicato. Ero nudo e mi avete vestito come si legge nel vangeli? Sia mai! Se eri nudo è perché sei un lurido pervertito ed io, maschio eterosessuale, guiderò la mia ruspa per abbattere la tua casa, così ti farò vedere chi è che comanda. Poi, mentre ti lascerò morire di assideramento, mie ne starà al calduccio a costruire un costoso presepe che mi faccia sentire moooolto cristiano.
Davanti ad Don Luca Favarin che ha semplicemente sostenuto che «se il presepe deve essere pura esteriorità, allora tanto vale non farlo» e che «per coerenza» non lo si dovrebbe fare se si è allineati con chi rifiuta aiuto ai migranti, don Mico non si è perso l'occasione per spiegare quanto lui schifi il creato se non è bianco ed eterosessuale come lo è lui. Alterando quelle parole con evidenti finalità propagandistiche, il don si è messo a sbraitare su Internet che lui prende le distanze da chi predica accoglienza:


Siamo dunque davanti ad una falsificazione della falsificazione. Il don leghista propina ai suoi parrocchiani la rilettura ideologica delle affermazioni di don Favarin propinate da Il Giornale, alternandole ulteriormente e aggiungendo che lui sostiene che l'altro sacerdote avrebbe sostenuto che il presepe avrebbe «irritato la sua fede». E tra le patetiche uscite su «moschee» bittate lì solo per precisare come lui disprezzi le altre religioni, è cercando di alimentare ulteriore odio che si è pure messo a confezionare patetici e blasfemi sondaggi in cui dice che quegli zozzoni dei migranti ci romperebbero le scatole mentre noi facciamo i presepi nelle scuole, nelle strade e in altri luoghi pubblici. Evidentemente quando dice che i gay dovrebbero essere gay a casa loro che i migranti dovrebbero non esserlo a casa loro, resta implicito che lui a casa sua non ci vuole stare e che lui pretende che lui pretende di comandare a casa degli altri.
Tralasciando le sue generalizzazioni che negano come non tutti gli italiani siano cattolici o come ormai non si può scendere per strada senza udire gente che bestemmia (e magari c'è pure chi bestemmia il bambinello mentre allestisce il presepe), è in un uso di Gesù quale strumento politico di promozione al razzismo che lancia questo sondaggio:


Intanto don Mirco ci spiega che per essere cristiani non si deve amare il prossimo come diceva quel mussulmano di Gesù Cristino, bisogna acquistare statuette in cui il colore della pelle del bambinello è stato variato in modo da rinnegare le sue origini extracomunitarie. Meglio se alla madonna si danno sembianza da adulte in modo da dimenticare che avesse tra i 14 e i 16 anni quando partorì.

Tra i commenti, qualcuno prova a fargli notare che forse il vero presepio è quello che lui non vuol vedere, creato da quei suoi amichetti che ama promuovere dal pulpito della sua chiesa:



Ma forse non avrebbe alcun senso tentate di parlare di teologia e di fede davanti ad un "prete" che usa i social network come strumento per fare bullismo e per riversare il suo odio contro il prossimo. E per quanto faccia ribrezzo pensare che ad aver scritto simili rantoli d'odio sia un uomo a cui viene concesso indossare l'abito talare, è a suo nome che troviamo messaggi come:


Ed immancabile è arrivato anche l'appoggio dei neofascisti di CasaPound, strenui amanti dei preti che usano Dio per promuovere intolleranza:


Come al solito, è proponendo una falsificazione delle idee che don Mirco cerca l'auto-martirio sostenendo che il suo odio contro l'accoglienza significherebbe «difendere il presepe» quale oggetto consumistico con cui pulirsi la coscienza dopo aver chiuso il cuore ai Vangeli.
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