Delirio fondamentalista all'asilo: «Meglio pisciato che vestito come una femmina»



«Meglio pisciato che vestito come una femmina». È questo il delirante messaggio recapitato ad alcune maestre della scuola di infanzia Peter Pan di Chivasso da un genitore che contestava il loro aver cambiato suo figlio (che si era ripetutamente fatto la pipì addosso) con un paio di pantaloni fucsia rimediati dalle insegnanti. Ma dato che quel colore risulta non conforme agli stereotipi di genere promossi dai fondamentalisti cattolici, ecco che quella mamma avrebbe voluto che suo figlio fosse lasciato in mezzo alla sua urina in "difesa" della concezione di virilità che viene predicata da Adinolfi e dalla Miriano. Due personaggi indirettamente tirati in ballo nel messaggio della donna:

Vi ringrazio per i pantaloni rosa e le mutandine che avete imprestato al bambino dopo aver esaurito la scorta. Però le norme sociali non le abbiamo fatte noi. Lo preferivamo pisciato, che sappiamo che tanto asciuga, piuttosto che vestito da femmina e con le idee sull'identità di genere in conflitto.

Insomma, teme che gli omosessualizzino un figlio che lei esige cresca come uno sciupafemmine conforme all'ideologia delle lobby integraliste. Ecco dunque i deliranti effetti di quei personaggi che usano i soldi di Putin per andare in giro con pulmini arancioni su cui Gandolfini ha fatto scrivere che il rispetto «confonde» l'identità di genere dei bambini.

La vicaria, Enrica Venneri, precisa: «Le maestre si sono comportate usando il buon senso. Non potevamo certo lasciare un bimbo con i pantaloni bagnati. Le insegnanti hanno addirittura avvisato papà e mamma del bimbo che venissero a portare un altro cambio e solo dopo aver appreso che non potevano raggiungere la scuola, allora hanno recuperato dei pantaloni e la biancheria di scorta che teniamo in caso di evenienza».
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