Don Paolo Farinella: «Quelli che inneggiano Salvini sono complici di lesa umanità e di 'deicidio»



Don Paolo Farinella, parroco di San Torpete a Genova, non ha dubbi: se Gesù si presentasse da noi «col decreto immondo di Salvini, sarebbe fermato alla frontiera e rimandato indietro perché migrante economico».
Per quanto Salvini continui ad agitare Rrosari e per quanto il leghista Pillon continua a raccontare che l'odio e il disprezzo sarebbero il supremo volere di Dio, finalmente qualche parroco ha deciso di alzare la voce e di lanciare un chiaro messaggio a quei cattolici che «inneggiando Salvini, uomo incolto, senza alcun senso dello stato e del diritto, sono complici di lesa umanità e di 'deicidio».

Il sacerdote sostiene che «la memoria della nascita di Gesù non c'entra nulla con questo natale, trasformato in saga paesana di abbuffate tra regali e presepi, mentre accanto 'i poveri cristi' muoiono di fame e freddo in mare, nei bordelli della Libia, pagati dall'Italia, che fomenta le guerre con l'immondo commercio delle armi, da cui ricava illeciti guadagni». Il cibo «si butta via, mentre sulle stesse strade Gesù, il migrante dei migranti muore di fame e di freddo».
Il parroco osserva che sia colpa delle sciagurate politiche di Salvini che nel 2018 non si può celebrare il natale per «obiezione di coscienza» al decreto «spudoratamente conosciuto come decreto sicurezza, sebbene sia un decreto di massima insicurezza e sfregio dei valori e dei sentimenti più profondi della democrazia e del diritto. Dietro parole roboanti, confuse e immorali, si nasconde la volontà determinata di colpire 'i migranti', proprio alla vigilia di quel natale che celebra la nascita di Gesù, emigrante perseguitato dalla polizia di Erode, fuggito alla persecuzione, accolto in Egitto e ritornato a stabilirsi a Nazareth, dopo un viaggio allucinante e pericoloso attraverso il deserto del neghev».
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