Dopo tre anni, la Apple rimuove l'app che voleva «curare» l'omosessualità



In quella consuetudine che porta i gruppi d'odio a ricorrere ossessivamente alla religione come mezzo per ottenere impunità davanti ai loro crimini, un'app per iOS creata da sedicenti cristiani sosteneva che l'omosessualità dovesse essere ritenuta «una dipendenza», «una malattia» e «un peccato».
Ci sono voluti tre anni, ma alla fine le numerose proteste hanno spinto la Apple a rimuovere quello schifo dal loro store.
Dietro all'idea troviamo una setta denominata Living Hope Ministries, i quali si dicono convinti di poter aiutare «coloro che cercano la gratificazione sessuale attraverso una relazione più intima con Gesù Cristo». Insomma, come nel caso della nostra Silvana De Mari, pare che ai lupi piaccia spacciarsi per pecore mentre cercano di convincere i propri proseliti che è solo a fin di bene che insultano, denigrano e perseguono interi gruppi sociali. E come sappiamo bene, le fantomatiche terapie di conversione promosse da questa gente causano danni significativi alle loro vittime, checché ne dicano quei sedicenti cristiani che stuprano Dio al solo fine di sostenere che gli altri siano sbagliati e che dovrebbero essere spinti a conformarsi a loro.

La medesima app resta tutt'ora disponibile sugli store di Google e di Amazon, espressamente indirizzato anche a bambini di soli 12 anni. Ma altrettanta attenzione è focalizzata sul cercare di convincere i genitori omofobi che i loro figli «pensino di essere gay» e li potranno rendere sciupafemmine secondo i loro desideri se non li accetteranno e se cercheranno di incutergli sensi di colpa per la loro natura.
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