Ennesimo blitz di Forza Nuova contro una scuola elementare



È nella notte che i neofascisti di Forza Nuova hanno assaltato una scuola primaria di Milano per appenderci uno striscione con scritto: "Fuori il gender dalle scuole".
Sotto accusa era un percorso formativo contro il sessismo e contro gli stereotipi di genere, al quale i neofascisti hanno risposto con il solito spauracchio del fantomatico «gender», ossia di quella truffa culturale che il fondamentalismo sedicente cattolico si è inventato per creare paure e giustificare ogni forma di sessismo e di omofobia. Peccato che i neofascisti abbiano pure sbagliato indirizzo dato lo striscione è stato appeso su un cancello di un edificio non più utilizzato dalla scuola in virtù di come l'istituto si sua trasferito da tempo.

Il presidente di zona, Simone Zambelli, ha commentato: «Come maestro mi rivolgo a voi che avete fatto questo gesto notturno ringraziandovi, perché ci date conferma che stiamo facendo bene il nostro lavori di educatori. Voi non siete della nostra zona, altrimenti sapreste che la scuola si è spostata da quasi due anni. Non siete di queste parti e non condividete lo spirito democratico di questo territorio. Avete letto su Internet di una scuola all'avanguardia sui temi dei diritti e siete andati all'indirizzo sbagliato. Ma se in futuro vorrete venire a vivere nel nostro quartiere sappiate che offriremo anche ai vostri figli la migliore scuola al mondo: quella che accoglie le differenze e non le demonizza. Quella che insegna il rispetto e non la paura. Quella che coniuga sicurezza con benessere, dialogo e legalità e non con il possesso di armi per la difesa personale (o lo spray al peperoncino!!). Sono preoccupato invece per la protervia delle manifestazioni neonaziste e per il tentativo (appoggiato dall'alto) di fare diventare l'intolleranza un fatto accettato. Ma sono anche certo che l'opera meritoria delle decine di scuole pubbliche del nostro territorio costituisca un valido antidoto all'oscurantismo di chi pensa, ancora oggi, che una persona gay sia malata».
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