Gandolfini: «Offriamo il nostro sostegno a chi agirà contro le famiglie gay e contro il riconoscimento delle persone transessuali»



Si potrebbe ampliamene discutere se un fondamentalista come Massimo Gandolfini possa avere le caratteristiche necessarie a potere essere in genitore adottivo di quelle svariate manciate di figli che si è procuratorato per sopperire all'infecondità della sua unione matrimoniale con sua moglie. Il fatto che lui esiga di poter decidere l'orientamento sessuale dei suoi figli adottivi, il fatto che lui voglia impedire loro ogni educazione sessuale e il fatto che rivendichi il diritto di poter disporre di loro a proprio piacimento ha tutta l'aria di una brutale violenza contro di loro. Eppure lui sostiene che nessuno debba poter mettere becco nelle sue faccende da maschio eterosessuale perché sostiene che i suoi infecondi coiti basterebbero a granirgli il pieno diritto all'adozione, di figli da poter indottrinare alla sua ideologia mentre quotidianamente cerca di danneggiare qualunque famiglia risulti a lui sgradita in virtù dell'oriantamento sessuale. Ormai siamo alla persecuzione, ingiustificata e ingiustificabile.

Chiedendo che i figli delle coppie gay siano resi orfani in ode al suo profondo odio per la vita e per la famiglia, il fondamentalista si è scagliato con al sua consueta ferocia contro la trascrizione degli atti di nascita di quattro bambini arcobaleno da parte del Comune di Parma.
Ripetendo a pappagallo i suoi slogan e le sue interpretazioni delle leggi, Gandolfini dichiara: «Lascia allibiti la nota del Comune in cui si afferma che il pensiero deve essere ‘rivolto sempre verso i diritti della persona … quando c’è amore la necessità è più forte di ogni altra cosa’. Il solito concentrato di banalità ed insipienza, nel goffo tentativo di nascondere l’unico e vero diritto naturale negato: quello del bimbo di avere mamma e papà. Mi auguro che questa ennesima violazione del diritto del bambino ad avere la sua famiglia naturale, sancito già a partire dalla Dichiarazione dei Diritti del Fanciullo (1924) e dalla Convenzione ONU sui Diritti dell’Infanzia (1989), costituisca un forte stimolo al mondo politico perché si adottino provvedimenti amministrativi e legislativi che rendano non più praticabili atti palesemente ideologici che, pretestuosamente, tentano di normalizzare derive antropologiche inaccettabili».

Se il diritto del bambino è quello di essere reso orfano ogni qualvolta non sia affidato al genitore biologico, perché i suoi figli non sono resi orfani dato che anche la sua adozione sarebbe da ritenere una violenza sui minori in base alle sue teorie? Ed è possibile che la vita e il diritto esistenzialista a di un minore possa essere minacciato dalle pretese di un vecchio che ripete slogan populisti contro il supremo interesse dei bambini attraverso la fondazione di vere e proprie organizzazioni finalizzate alla promozione dell'odio?

Ma è vomitando ulteriore odio che Gandfolini prosegue: «Ribadendo che la famiglia ‘società naturale fondata sul matrimonio’ è strutturalmente diversa da ‘unioni civili fra persone dello stesso sesso’, avendo come faro di condotta virtuosa il fatto che i bambini non sono cose che si comprano al mercato dei gameti e dell’utero in affitto, facciamo un forte appello alle forze politiche lealmente ed onestamente pro life e pro family perché si attivino con misure adatte, assicurando il nostro sostegno. Come attesta la nostra storia non ci rassegneremo mai al politically correct, con i suoi disumani modernismi di generi plurimi e variabili, terzo sesso, famiglie arcobaleno e maternità surrogate comprando corpi di donne a suon di dollari e euro. Saremo attente sentinelle sull’operato dei partiti su questi temi».

E se è interessante che Gandolfini non abbia mai avuto alcunché da ridire con gli etero che accedono alla GpA in quella Russia di Putin che sfrutta le donne perché prefiorisce sbraitare insulti contro chi va in Canada dove qualunque forma di pagamento è vietata, intollerabile è come cerchi di ottenere potere politico vomitando insulti sempre più feroci e inumani.
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