Gianfranco Amato torna a difendere la legge anti-gay di Mosca: «Tutela la salute e lo sviluppo dei minori»



Gianfranco Amato dice che lui non ha problemi con gli arresti sommari e con lo sterminio di gay in Cecenia. Sostenendo che sia incomprensibile che Torino non offra sale pubbliche in cui lui e la sua Silvana De Mari possano ribadire le teorie diffamatorie che le sono costate una condanna di primo grado, il fondamentalista inizia a sbraitare contro la mozione 76/2018 che impegna la sindaca Chiara Appendino, in contemporanea alla firma di un eventuale accordo con Città di San Pietroburgo a prendere chiaramente e pubblicamente posizione contro la repressione della comunità LGBT in Russia e in Cecenia, assumendo azioni concrete di sostegno alle organizzazioni LGBT locali.

Il fondamentalista esordisce dicendo che i gay non sono una priorità e che il fatto che qualcuno venga ucciso o perseguitato in virtù del suo orientamento sessuale non è una cosa che lo interessa. Se nel titolo dell'articolo sostiene che l'omofobia di Mosca sarebbe una «fake news», Gianfranco Amato arriva persino a negare che la legge contro la cosiddetta "propaganda gay" possa essere ritenuta discriminatoria:

Ora, a prescindere dalla considerazione che forse la metropoli governata dall’Appendino avrebbe ben altri e più gravi problemi di cui occuparsi rispetto alla vigente normativa russa, ciò che emerge evidente dalla mozione è il consueto ricorso al pregiudizio ideologico come mezzo per falsificare la realtà. Si continua a spacciare l’immagine della Russia come quella di un Paese bigottamente omofobo, che si è dotato delle cosiddette “leggi anti-gay” per perseguitare i poveri omossessuali. Qualcuno crede pure che vengano deportati in Siberia.

Se l'ironia contro la vita non fa ridere davvero nessuno, è inventandosi una verità alternativa che il fondamentalista ricorre al negazionismo affamando:

Vediamo, in realtà, come stanno i fatti. Non esistono, ovviamente, “leggi anti-gay” nella repubblica federale russa, ma soltanto una disposizione normativa che ha integrato la precedente disciplina sulla tutela dei minori. Stiamo parlando della Legge Federale n. 135-FZ del 29 giugno 2013 con cui è stata modificata la precedente Legge 436-FZ del 29 dicembre 2010 sulla «protezione dei minori dalle informazioni dannose per la salute e lo sviluppo».
La modifica più rilevante è stata quella di aver introdotto una disposizione che vieta espressamente la propaganda omosessualista rivolta, soprattutto via Internet, ai minorenni. Il nuovo art. 6.21, infatti, punisce «la promozione di relazioni sessuali non tradizionali indirizzata ai minori e realizzata attraverso la diffusione di informazioni volte a incentivare orientamenti sessuali non tradizionali, a suscitare attrazione verso le relazioni sessuali non tradizionali, a fornire una visione distorta dell’uguaglianza tra relazioni sessuali tradizionali e non tradizionali, o finalizzate ad imporre agli stessi minori una visione delle relazioni sessuali non tradizionali che possa suscitare interesse o apparire accattivante».

È dunque sostenendo che un orientamento sessuale possa essere «promosso» che il signor Gianfranco Amato se ne esce dicendo che non ci sarebbe nulla di male nel vietare di poter parlare di omosessualità ai minorenni. Anzi, fosse per lui, probabilmente subiremmo simili limitazioni alla libertà di parole e di espressione anche in Italia.
Si passa così a sostenere che se la discriminazione è di Stato, tale discriminazione sarebbe lecita (in altre parole, se Hitler e Mussolini sono stati eletti, allora nazismo e fascismo sarebbero valori da difendere):

Primo, ai fautori della democrazia che si mostrano ipercritici nei confronti del popolo russo, è sufficiente rammentare che la tanto contestata legge federale n.135-FZ è stata approvata dalla Duma praticamente all’unanimità: 436 voti a favore e una sola astensione, mentre secondo un sondaggio effettuato dal Russian Public Opinion Research Center, meglio noto come VCOM, almeno il 90% dei russi intervistati è a favore della legge.
Seconda considerazione: una delle autrici delle norme anti-propaganda omosessualista, Yelena Mizulina, presidente del “Comitato per la famiglia, per le donne e per i bambini” istituito presso la Duma, ha dichiarato che «le relazioni sessuali tradizionali tra uomo e donna necessitano di una protezione speciale». Ineccepibile.
Terza considerazione: l’uso di internet e dei social network nella propaganda viene giustamente punito con maggiore severità, dato che l’esperienza ha ampiamente dimostrato quanto possano essere subdolamente pericolosi per i bambini tali mezzi di comunicazione, spesso sottratti al controllo dei genitori.

Ed infatti qual è il mezzo che Amato usa per la sua propaganda? internet! L'intera bufala «gender» nasce attraverso testi propagandistici che il fondamentalismo ha diramato sui social, mentre chiedono che si vieti di poter dare rassicurazioni agli adolescenti riguardo al loro orientamento sessuale in virtù di come Amato dica sia «ineccepibile» il voler privilegiare gli eterosessuali quasi si ritenesse che i pruriti sessuali di Amato debbano essere ritenuti il fondamento per teorizzare un nuovo arianesimo.

Rcicorrendo alle teorie della signora De mari sul fatto che l'omosessualità debba essere ritenuta contraria alla salute, il fondamentalista vomita odio e idolatra Putin nel concludere:

La domanda finale che ci poniamo è la seguente: quale Paese assomiglia più ad una dittatura? Quello in cui si intende tutelare la salute e lo sviluppo dei minori da una perniciosa propaganda ideologica o quello in cui si impedisce la libertà di opinione, come è accaduto a Silvana De Mari e a me nella “democratica” Torino?

Mischiando il proverbiale vittimismo del fondamentalismo e lamentando come lui sostenga che la diffamazione sarebbe libertà di espressione a meno che non si tratti di un'opinione a lui sgradita (in tal caso, sappiamo come abbia presentato decine e decine di denunce volte a cercare di intimidire chiunque non risultasse conformato al suo pensiero d'odio).
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