Il progetto di Salvini per convocare gli ultrà al Viminale, di fatto legittimandoli



A seguito degli scontri che hanno causato un morto e diversi feriti durante la partita tra Inter e Napoli, è attraverso il suo account Twitter che il ministro Salvini ha promosso un incontro al Viminale con i leader degli ultrà.
Peccato che convocare i capi ultrà significhi legittimarli, aumentando il loro potere ricattatorio. Se non otterranno ciò che vorranno, potranno sempre minacciare di far squalificare le curve grazie al potere che il ministro degli Interni ha donato loro.
Insomma, ancora una volta sembra che Salvini voglia stare dalla parte dei violenti e voglia aiutarli a ricattare la società. E se oggi Salvini intende sedersi ad un tavolo con i capi degli ultrà, domani inizierà a voler trattare con i capi della mafia e della camorra? Quale sarà il limite che si porrà nel voler dialogare e trattare con chi dovrebbe semplicemente essere portato a rispettare le leggi?

Ma dato che al peggio non c'è mai fine, è intervenendo a Tiki Taka che Salvini ha sostenuto che la chiusura degli stadi sarebbe «una cosa da idioti» e che da capo del Viminale non sa quali danni avrebbero potuto causare gli ultrà che la sua polizia avrebbe dovuto tenere sotto controllo. In merito ai cori razzisti dei tifosi interisti all'indirizzo di Kalidou Koulibaly, ha dichiarato: «Meno male che Mazzoleni non ha sospeso la partita, provate ad immaginare se si fosse sparsa la voce dei tafferugli con la partita sospesa cosa sarebbe successo». Poi, negando persino che quei cori fossero razzisti, ha aggiunto: «Negli stadi cantano anche ‘Milano in fiamme’: questo sarebbe razzismo? Non mettiamo tutto nello stesso pentolone, anche Bonucci è stato coperto di ‘buuu’ da parte dei tifosi del Milan, anche questo è razzismo? Il sano sfottò tra tifoserie non è da considerare razzismo».
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