In ode a Belpietro, Il Giornale si mette ad inveire contro chi contesta i manifesti della lobby omofoba



Ancora una volta è Il Giornale a citare La Verità di Maurizio Belpietro per defecare ulteriore odio contro i gay. Ed è sempre è con toni isterici e rancorosi che li troviamo pronti a sbraitare insulti contro chiunque non si conformi alla propaganda di quel Toni Brandi che viene pagato da Mosca per usare omofobia e sessimo allo scopo di promuovere l'ultrel'ultra-destra.
In un articolo intitolato "Adesso gli attivisti gay fanno la parodia ai manifesti pro life", Il Giornale si mette a promuovere la teoria dei nazifascisti basata sul sostenere che il togliere tutele ai bambini, influggere atroci agonie ai malati terminali, promuovere odio o gioire per ogni straniero che affoga nel Mediterraneo significherebbe essere «pro-life». E, nonostante non si contano gli adolescenti che sono stati spinti al suicidio da quelle "terapie riparative" promosse dall'organizzazione tanto cara alla propaganda de Il Giornale, i loro scribacchini paiono non provare vergogna nel sostenere che persino il promuovere pregiudizi in grado di causare morte sia «pro-life» se le vittime sono gay, donne e bambini.

Tal Giuseppe Aloisi esordisce col creare una contrapposizione basata sul suo ricorso a termini dispregiativi verso la GPA quasi volesse rendere evidente il suo tifo per chi stampa manifesti atti a insultare, offendere e denigrare le famiglie altrui. Dice:

La questione dei manifesti pro life affissi a Roma per criticare la pratica dell'utero in affitto, l'iniziativa che aveva fatto nascere un'accesa discussione tra attivisti e istituzioni, tanto da coinvolgere pure la presunto oscuramento operato dal sindaco Virginia Raggi e dal Campidoglio, sembra destinata a far parlare ancora di sè.

L'attacco è ovviamente politico perché l'odio contro i gay serve a promuovere Salvini, quindi è meglio tacere sulle condanne dell'autorithy di autodisciplina se si vuole usare la propaganda omofoba per fare propaganda politica.

Sostenendo che solo un gay potrebbe non sostenere l'odio di Brandi, l'articolo si lancia nel dichiarare che «sono spuntate delle parodie a firma di Ser&Gio» e che:

A raccontarlo è stato il quotidiano La Verità. Ma chi sono gli autori dell'opera che il quotidiano diretto da Belpietro ha associato a una caricatura? Si parla, stando sempre a quanto si legge, di "attivisti gay".
Sergio Sormani e Giorgio Donders, nella loro versione del manifesto, sono fotografati nell'atto di spingere un carrello della spesa che non contiene bambini, come nel caso di ProVita, ma palloni sportivi. "Etero e gay - si legge nel testo che accompagna l'immagine - giocano nella stessa squadra". Ma il riferimento più esplicito, forse, è quello che sostiene quanto segue: "Due palle non fanno un etero". La tesi sembrerebbe essere questa: non bastano gli attributi maschili per poter definire una persona eterosessuale.

Cavalcato l'odio per gettare discredito contro chi contesta la feroce brutalità di quegli orribili manifesri d'odio, l'autore pare sostenere che lui non riesca a capire come si possa ironizzare contro un vecchietto che pretende sia dato valore giuridico ai suoi coiti:

Da ProVita, almeno per ora, non sembra essere arrivata alcuna replica. Possibile che abbiano scelto di soprassedere. Pare, però, che il progetto di Sormani e Donders stia per avere un seguito. I manifesti di cui abbiamo parlato e altri di genere differente dovrebbero spuntare a Milano nel corso delle prossime settimane.

Eccerto, hanno soprasseduto. Eccerto, loro sono bravi. Intanto basta scorrere le pagine de Il Giornale e leggere quanto disprezzo venga ostentato dai loro lettori per capire che dietro a quei manifesti c'è solo odio, ma evidemente a Il Giornale piace prendersi in giro e raccontare storielle che neghino la verità.
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