La Farnesina smentisce la fake-news di Belpietro sul presunto matrimonio celebrato nell'ambasciata di Madrid



I nostri politici avrebbero potuto occuparsi di disoccupazione o di questioni serie, ma è dallo scorso luglio che perdono tempi dietro alle proteste di Fratelli d'Italia contro l'ambasciatore italiano a Madrid che avrebbe osato mostrare il tricolore durante il Gay Pride cittadino in offesa alla loro ostentata omofobia. Il partito di Giorgia Meloni sosteneva che quel gesto di civiltà fosse da intendersi come un «vilipendio» a quella bandiera che loro amano sfoggiare ogni qualvolta sfilano al fianco di omofobi, razzisti e neonazisti in virtù di quanto loro odino i gay e sostengano che l'omofobia sia lecita ed auspicabile. Così è nata un'interrogazione al Senato a firma di Giampietro Maffoni (Fratelli d’Italia) e di Gaetano Quagliariello (Idea).

Nella risposta scritta ai senatori, la vice-ministra Emanuela Del Re ha spiegato che il Pride è «una manifestazione molto seguita in Spagna, che coinvolge non solo esponenti della comunità Lgbt ma tutta la cittadinanza», tant'è che «è stato trasmesso in diretta televisiva».
Del Re afferma così che «l'ambasciatore Sannino ha deciso, in maniera autonoma, di aderire per un periodo limitato alla sollecitazione delle istituzioni locali ed ha esposto il vessillo arcobaleno» ma senza voler «denigrare o sminuire il prestigio del Tricolore». E se crea un certo ribrezzo anche solo sentire politici pronti a sostenere che i gay «denigrerebbero» la bandiera del loro Paese in quanto vittime dell'odio delle destre, preoccupante è come la Farnesina ha «richiamato l'ambasciatore Sannino al dovere di consultare preventivamente, in casi di questo tipo, il Ministero stesso, al quale compete, ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica n. 121 del 2000, di dare istruzioni in materia di esposizione delle bandiere all'esterno delle rappresentanze diplomatiche».

Si è invece rivelata una fake-news il fantomatico «matrimonio omosessuale» che La Verità del 2 ottobre scorso sosteneva fosse stata celebrata in ambasciata (notizia prontamente ripresa anche dai forzanovisti di Provita Onlus e dai fondamentalisti de la Nuova Bussola Quotidiana). Riprendendo i fondamentalisti come sua unica fonte, Quagliariello asseriva che si sarebbe trattato di «due famosi imprenditori di nazionalità spagnola, cui sarebbe seguito un ricevimento con centinaia di invitati» e lamentava che i due sposi sarebbero stati spagnoli e che quindi  mai avrebbero potuto contrarre nozze in una nella sede italiana.
Ed infatti non è stato celebrato alcun matrimonio, dato che si è trattato di «un evento conviviale, tenutosi sabato 15 settembre 2018» per «festeggiare una coppia di noti imprenditori spagnoli, in vista del matrimonio che gli interessati intendono prossimamente contrarre sulla base della legge spagnola». Trattandosi si un Paese più civile e tollerante del nostro, è infatti dal 2005 che ha introdotto il matrimonio egualitario.
1 commento