Le chiese evangeliche e cattoliche ottengono lo stralcio del matrimonio egualitario dalla nuova costituzione di Cuba



Disattendendo tutti gli annunci,  la nuova costituzione di Cuba non includerà alcun riferimento al matrimonio egualitario. Lo ha stabilito la commissione incaricata di redigere una nuova versione del documento, evidentemente intimorita dalla crociata che le chiese locali avevano i intrapreso contro chiunque ossesse promuovere uguaglianza a sfregio del loro sostenere che Dio sia omofobo e che disprezzi l'amore.
«La Commissione propone di posticipare il concetto di matrimonio, cioè di lasciarlo fuori dalla bozza costituzionale, al fine per rispettare tutte le opinioni», afferma un comunicato ufficiale. Ed ovviamente il concetto di «rispetto» pare valere solo verso chi sbraita che l'altro deve valere meno di lui, in quella neo-lingua nazifascista in cui l'odio e la discriminazione vengono sistematicamente ridefinite come «opinioni».
Le chiese evangeliche e cattoliche avevano già iniziato una feroce campagna contro i cambiamenti costituzionali, chiedendo che si dicesse che il matrimonio deve essere riservato unicamente all'unione di un maschio e di una femmina. Manifesti volti a sostenere che concedere pari dignità agli altri fosse un'offesa ad un Dio omofobo erano state affissi davanti a numerosi edifici religiosi, in una campagna politica finalizzata ad ottenere un'omofobia di stato che possa ledere e danneggiare quante più vite gli sia possibile.
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