Mario Adinolfi difende il bullismo di Cracco: «La femminilizzazione del maschio è un problema della nostra società»



Un bambino che è vittima di bullismo a causa della la sua sensibilità è un bambino che rischia di essere spinto al suicidio. Eppure Mario Adinofli è intervenuto per difendere quel tipo di bullismo, incoraggiando i violenti ad essere ancora più feroci nel perseguitare le loro vittime. Sostiene abbiano ragione di trattare male chi è sensibile, dato che lui vuole soli maschi che esigano la «sottomissione» delle loro femmine in ode o che si presentino al loro matrimonio in tuta e scarpe da ginnastica per sottolineare quanto poco considerino le loro mogli.
La genesi dell'ennesima sparata sessista di Adinolfi è la puntata di Hell’s Kitchen dove Carlo Cracco ha insultato un concorrente che si era commosso davanti ai suoi complimenti. «Ma che fai, piangi? Ca**o, sei un uomo, non un barboncino!», gli ha urlato.
E se sul web si moltiplicano le critiche per quell'inaccettabile atteggiamento, Maripo Adinolfi se n'è uscito dichiarando: «Solidarizzo con Cracco, perché il tema della virilità è molto interessante. Può anche succedere di piangere, ma mi piace questa idea di un maschio finalmente virile che non faccia sempre la scenetta da Grande Fratello Vip, dove appare il cugino di terzo grado e scoppia in lacrime a dirotto. Un bel maschio virile che non piange in tv è una cosa che ha un suo valore. La femminilizzazione del maschio è un problema della nostra società. Sinceramente non ricordo mio nonno o mio padre piangere, anche se io davanti ai film mi commuovo come una femmina».
E sempre lì si cade, in quella sua strenua promozione degli stereotipi di genere per cui nessuno può essere sé stesso ma tutti devono assomigliare a quello che qualcun altro dice sarebbero cose «da maschio» o «da femmina».
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