Mario Adinolfi sempre più ridicolo: «In Italia gli adolescenti gay non subiscono alcuna forma di discriminazione»



Se sei sedicenne e sei gay, hai un'unica certezza: Mario Adinofli ti disprezza e cercherà di danneggiare la tua vita con ogni mezzo. Se poi avrai la sventura di avere genitori bigotti che credono alle sue bufala, rischierai persino di essere mandato in uno di quei centri di tortura psicologica che vengono promossi dal quel Luca Di Tolve che lui si portava dietro durante i suoi comizi.
Ma dato che Adinolfi non pare avere etica né morale, è inveendo istericamente contro il questionario umbro finalizzato al rilevamento del bullismo omofobico che dichiara: «L’Italia non è un Paese omofobico. Se un sedicenne ha atteggiamenti omosessuali non subisce alcuna forma di discriminazione, provate invece a pensare ad una sedicenne che pesa 100 chili, la discriminazione oggi riguarda i canoni estetici: è discriminato un disabile, una persona di colore, un obeso. Quello che mi preoccupa è che attraverso il binario della discriminazione si voglia fare teoria gender nelle scuole. Io dico: Follow the money, i corsi di questo genere vengono pagati lautamente alle associazioni che li fanno, sono fiumi di denaro».

Insomma, mentre lui si gode i soldi che si è procurato vendendo odio omofobico attraverso la sua collaborazione con le lobby integraliste finanziate con migliaia di euro mensili da Russia e Azebajan, fa rabbrividire con quale sfacciataggine ci venga a raccontare che l'Università di Perugia svolgerebbe ricerche scientifiche per denaro. Il tutto, mostrandosi ormai ridotto a scimmiottare la propaganda di Silvana De Mari.
E dato che ormai sono svariati anni che Adinolfi basa il suo fatturato cul commercio di odio omofobico, non potrebbe quantomeno provare a cercare di capire che un gay è gay e non ha «atteggiamenti» gay? E la prossima volta cosa dirà? Si metterà a raccontare che nessun ebreo sia mai stato discriminato sotto il nazismo?
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