Mozione della Lega: «Bisogna togliere i figli ai gay perché mettono in serio pericolo lo sviluppo individuale, sociale e psicologico del minore»



«È inaccettabile che si continui a fare propaganda sulla pelle dei più piccoli che non possono e non devono mai essere catalogati come bambini di serie A e bambini di serie B. I toni da campagna elettorale sono un modo facile per evitare di affrontare seriamente un tema prioritario e sviliscono la discussione che deve tenere sempre al centro l’interesse del bambino. La giurisprudenza si è espressa e ha dichiarato illegittimo il divieto di iscrivere nei registri i bambini concepiti con tecniche di procreazione medicalmente assistita da coppie dello stesso sesso. La Corte Costituzionale ha sancito che il preminente interesse del minore è l’unico principio che deve guidare le scelte in materia di status familiare. È ora che anche le forze politiche si facciano guidare dallo stesso preminente interesse». Così Monica Forte, consigliera regionale del M5S Lombardia, ha commentato il deposito di un’interrogazione della Lega Nord contro la genitorialità.

La Lega torna dunque a ribadire che la loro politica si basa sul'omofobia e il disprezzo di qualunque famiglia non sia formata da un eterosessuale alla Matteo Salvini che possa dar prova di aver collazionato ex-mogli, fidanzatine e amanti. Ed è con un testo imbarazzante che i leghisti hanno rinnovato la loro crociata contro l'omogenitorialità, basata sul sostenere che i bambini abbiano la necessità «psicologica» di essere strappati ai loro genitori per essere consegnati a famiglie eterosessuali.

In un testo da vomito, i consiglieri leghisti affermano:

I sottoscritti Consiglieri regionali,
premesso che:
  • secondo l'ordinamento giuridico italiano non è consentita l'iscrizione nei registri dello stato civile di bambini concepiti all'estero come fossero figli di due padri o di due madri; 
  • gli atti relativi all'anagrafe dello stato civile attengono a materia delegata dallo Stato ai Comuni e pertanto la titolarità degli atti anagrafici permane in capo allo Stato, in assenza di discrezionalità alcuna in capo ai Comuni; 
  • sempre più frequentemente si verificano casi in cui alcuni sindaci, trasgredendo nella loro funzione di Ufficiali di Governo, provvedono arbitrariamente all'iscrizione anagrafica di bambini quali "figli" di coppie dello stesso genere, commettendo un illecito amministrativo; 
  • detti sindaci violano altresì il diritto dei minori all'iter giuridico che consentirebbe loro di ottenere la miglior condizione familiare, che deve essere valutata dagli organi competenti per le adozioni e non dagli uffici dell'anagrafe comunale; 
  • l'arbitraria iscrizione anagrafica di questi bambini preclude di fatto la possibilità di usufruire della necessaria assistenza psicologica e dell'accompagnamento familiare che vengono invece garantite dagli organi competenti in tutti i casi di affido e di adozione;

considerato che:
  • nell'ordinamento italiano e nel diritto internazionale esistono i diritti del fanciullo e del nascituro, che non possono essere prevaricati da qualsivoglia desiderio degli adulti; generalmente per ottenere un bambino da portare in Italia, le coppie dello stesso genere si avvalgono di pratiche quali la maternità surrogata;
  • la pratica della maternità surrogata è vietata in Italia e suscita serie criticità etiche sia per la barbarie dello sfruttamento del corpo femminile sia per il fatto che il neonato viene sottratto alla madre che lo ha portato in grembo durate tutta la gestazione;

considerato inoltre che:
  • nei momenti dedicati all'educazione alla sessualità e all'affettività nelle scuole sempre più frequentemente si registrano tentativi, da parte di associazioni ideologizzate, di imporre ai bambini teorie capaci di destabilizzarne la delicata personalità in formazione dei fanciulli, anche in contrasto con la volontà dei genitori e senza il loro consenso, al fine di legittimare nella società le pratiche sopra menzionate; 
  • numerose associazioni di cittadini e genitori si adoperano da anni per la tutela dei minori e per garantire loro una sana e corretta crescita in netto contrasto con queste pratiche e questi modelli educativi irrispettosi delle famiglie e dei bambini;

ritenuto che:
  • sia centrale l'interesse di ogni bimbo ad avere un padre ed una madre ai fini della sua crescita armonica e integrale; 
  • sia assolutamente necessario evitare che le personali convinzioni ideologiche di alcuni sindaci e di alcune coppie, in contrasto con le leggi vigenti, possano mettere in serio pericolo lo sviluppo individuale, sociale e psicologico del minore; le famiglie siano le uniche depositarie e responsabili dell'educazione dei figli, anche nel rapporto con le istituzioni scolastiche; 
  • le decisioni che attengono la vita e lo sviluppo dei minori mettono in gioco il bene comune e il futuro dì ogni comunità e che il grado di civiltà di un popolo si misura anche dall'attenzione che nutre verso i più piccoli e i più deboli;

interrogano la Giunta regionale per sapere

se l'Assessore competente per materia non ritenga opportuno avviare una interlocuzione con Anci allo scopo di acquisire informazioni circa le richieste e le effettive iscrizioni anagrafiche di bambini avanzate da coppie dello stesso genere pervenute presso i comuni lombardi, anche al fine di valutare l'aderenza delle iscrizioni medesime ai profili di legittimità.

A sostenere che sia in difesa dei minori che i bambini devono essere sottratti alle cure dei loro genitori e debbano essere resi orfani al solo dine di compiacere il fondamentalista Massimo Gandolfini, troviamo come primo firmatario Federica Epis. E non sembra un caso che il testo citi i ritornelli dei gruppi integralisti e neofascisti senza mai citare alcuno studio scientifico, forse ben sapendo che la scienza dice il contrario e che è la propaganda a cercare di far percepire come "verità" una bugia attraverso l'ossessiva ripetizione di slogan che fanno leva sul pregiudizi e sull'abitudine.

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