Per denigrare Soros, Pasini ricorre all'antisemitismo



È dalle pagine de Il Giornale che il salumiere Andrea Pasini è tornato a mostrarci come lui odi chiunque il suo Matteo Salvini gli dica debba essere odiato e faccia qualunque cosa il suo Matteo Salvini dli dica debba fare. E dato che nell dialettica leghista l'immigrazione viene definita «invasione» lui se ne esce con un articolo intitolato "Premiato perché ci fa invadere: il finanziatore della sinistra anti sovranista Soros viene eletto persona dell’anno".

Facendo leva sull'antisemistiasmo, il salumiere Pasini scrive:

Se ci fosse un premio per il demerito, una corona dalla materia più infima e scadente, George Soros vincerebbe, conquistandola a mani basse: e non avrei nulla da obiettare, in tal caso. Perché lui è George Soros: lo speculatore ebreo: il miliardario speculatore ebreo. Ci ricordiamo di lui perché nel lontano 16 settembre 1992 lancio l’attacco finanziario contro l’Italia affossando la nostra ex moneta: la Lira nel famoso ma drammatico mercoledì nero. Si, proprio lui: George Soros che si è distinto nel finanziare con milioni di dollari le Ogn che scaricavano sulle nostre coste migliaia di immigrati. Il Financial Times, rancoroso quotidiano che vorrebbe sempre mettere tutti in riga e che fa il tifo sfegatato per i banchieri snobbando i poveracci, ha annunciato di aver scelto come” Person off The test “ nientedimeno che George Soros. Lo speculatore ebreo insomma, è un modello a cui rifarsi, per i proprietari e i giornalisti della testata. Direi però che alla fine ognuno ha i modelli che si merita. Peccato, però, che nelle intenzioni del Financial Times il titolo di “Uomo dell’anno 2018” acquisisca valenza meritoria e positiva: insomma, l’equivalente del gradino più alto del podio. Per cosa? Per i valori che rappresenta spiega il quotidiano finanziario: è un filantropo che crede nella democrazia e nella società aperta”. Praticamente il travestimento preferito dai “buoni o buonisti” , che probabilmente occultano traffici illeciti con la grande farsa dell’umanità, dei “porti aperti” e del “ restiamo umani”. 

Se siamo dinnanzi a chi spergiura illazioni propagandiste e inneggia a chi contribuisce a far morire nel Mediterraneo quei migranti che lui odia in virtù di come pensi che il suo essere nato in una parte del mondo piuttosto che in un altra debba essere inteso come un "merito" che lo legittimi a fregarsene del prossimo, è in ode al razzismo e alla violenza che Pasini sentenzia:

L’88enne viene definito dal FT il “portabandiera della democrazia liberale e di una società aperta”, il quale “utilizza la filantropia per combattere l’autoritarismo, il razzismo e l’intolleranza”. Soros viene praticamente premiato per i molteplici danni commessi e imposti agli altri paesi e per il suo lucrare arrivista e arrogante. Una beffa, quindi, questo titolo di cui da oggi potrà fregiarsi per così dire. Paladino della sinistra internazionale e di altri “ abortisti europeisti”. Una figura che porta avanti una politica estera opposta a quella degli uomini forti ora in ascesa. Lui: affermazione dei poteri forti, degli alti vertici che dai loro troni (nazionali ed internazionali), parlano di “sovranismo” come “piaga pericolosa, fuoco da spegnere e nemico da combattere”. Soros è (stavolta meritatamente) bersaglio prediletto dell’odio sovranista: non si possono affatto escludere sue influenze, pesanti, sugli esiti elettorali in diversi Paesi. I latini dicevano che “pecunia non olet il denaro non ha odore”. Ma di certo, fra i tanti, ha un nome e un volto: quello brutto ed anche probabilmente cattivo del burattinaio George Soros.

Insomma, niente di nuovo. Siamo dinnanzi all'ennesimo articolo in cui un integralista vomita il suo disprezzo verso il prossimo con toni elementari e semplicisti, in cui l'assenza di argomentazioni è sostituita da un abuso di insulti ed offese gratuite.
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