Prosegue la colonizzazione di Gandolfini della scuola: minorenni costretti a incontrare forzanovisti e a guarare film vietati ai minori



La colonizzazione ideologica della scuola da parte del fondamentalismo cattolico appare ogni giorno più grave. Mentre il senatore leghista Simone Pillon, in vece di faccendiere di Massimo Gandolfini, continua a boicottare qualunque iniziativa verta a prevenire il bullismo omofobico, capita che al liceo Galilei di Monopoli le porte delle aule siano state spalancate a sedicenti associazioni «pro-life» che si sono messe a proiettare immagini di feti abortiti davanti agli studenti. Il tutto al'insapura dei genitori, mostrandoci come la lobby integralista li citi solo quando è alla ricerca di un pretesto populista che assecondi le loro mire censorie a danno dei bambini.
Esponenti dei gruppi fondamentalisti si sono messi a descrivere la pratica come una esatrazione di «pezzi di gambe e braccia di bambini già formati» in conformità con le teorie sostenute nei manifesti stamstampstampati dall'organizzazione forzanovista e filo-leghista Provita Onlus.

«Quello dell'interruzione di gravidanza è un tema delicatissimo che merita di essere trattato con la massima attenzione, in particolare se di mezzo ci sono dei minori. Non è quello che è accaduto in una scuola superiore della provincia di Bari», scrivono in una nota i portavoce m5s alla Camera, Veronica Giannone e Luigi Gallo. «Nel Polo Liceale Galileo Galilei di Monopoli, il 4 dicembre scorso, è stata invitata un'associazione 'Movimento per la vita' per parlare con gli studenti delle prime classi. Quello che ci è stato riportato ha dell'incredibile. Espressioni usate con gli studenti che siamo costretti a riportare per restituire la gravità dei fatti: 'la pratica dell'aborto prevede che si estraggano pezzi di gambe e braccia di bambini già formati', e così via. Non solo. Pochi giorni dopo il docente di Religione Cattolica ha proiettato, sempre alle prima classi, un documentario dal titolo 'L'Urlo Silenzioso', del 1984, vietato ai minori, in cui si vedono scene esplicite di aborti, accompagnate da termini come 'bambino dilaniato' o 'bambino smembrato'. Non c'è bisogno di aggiungere altro. Siamo a conoscenza del turbamento di decine di ragazzi, sconvolti da questo duplice episodio. Così come inevitabile è stato lo sconcerto dei genitori».
Com'è noto, il sedicente "Movimento per la vita" è un gruppo vicino a Forza Nuova e ai gruppi dell'omofobia organizzata. Collaborano con Provita Onlus, Gianfranco Amato e la pregiudicata Silvana De Mari contro qualunque diritto civile non presupponga una totale conformità al modello di vita che vorrebbero fosse imposta agli altri.

Lo scorso 7 dicembre, Massimo Gandolfini comunicò ai propri miliziani di aver trovato nella Lega e nel ministro all'istruzione un suo utile alleato nel contrasto al rispetto e alla collaborazione con chi vuole impedire il contrasto al bullismo omofobico. Tutto eccitato per il male che era riuscito ad infliggere a quei bambini che lui reputa immeritevoli di rispetto perché incompatibile con la sua ideologia, diramò un comunicato stampa in cui ringraziava «il ministro Marco Bussetti per aver fermato l'assurdo questionario rivolto agli alunni di terza media dell'Umbria, teso a scandagliare le loro credenze politiche e religiose e ad indagare sul loro orientamento sessuale, in un'età molto delicata in cui è in piena formazione l'identità e la strutturazione della personalità».
Il riferimento è al questionario volto a rilevare il fenomeno del bullisno che era stato predisposto dall'Università di Perugia. E se l'assenza di quei dati è un pretesto a cui spesso ricorre la sua lobby al fine di impedire la tutela degli adolescenti gay, è tra le righe che Gandolfini asserisce pure che per lui l'omofobia è una religione.
Gandolfini diceva anche che «dopo l'approvazione del consenso informato, l'attuale governo del Ministero dell'Istruzione sta dimostrando con i fatti che il primato educativo dei genitori, riguardo ai temi sensibili, è tornato ad essere un punto di riferimento imprescindibile dei piani educativi italiani, in pieno adempimento del dettato costituzionale». E se è opinabile ritenere un «tema sensibile» il rispetto per i gay, curioso è come oggi tacciano mentre i loro amici integralisti hanno palesemente calpestato quel principio (probabilmente anche con rilevanze penali nel caso del professore di religione che ha obbligato dei minorenni a guardare del materiale vietato).
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