Provita Onlus difende la criminalizzazione dell'omosessualità: «È sovranità e cultura del Paese»



È dalle pagine dell'organizzazione di promozione omotransofobica Provita Onlus che Luca Volonté pare inneggiare alla criminalizzazione dell'omosessualità. Difendendo chi mette in carcere i gay, il fondamentalista afferma:

In Tanzania, come in altri Paesi africani, l’omosessualità e la propaganda omosessuale sono illegali, crimini che prevedono il carcere. Recentemente si è scatenata la bagarre internazionale contro il Paese per le parole pronunciate dal governatore di Dar el Saalam che ha semplicemente ricordato alle nazioni e organismi internazionali il reato di omosessualità vigente e ribadito con fierezza la sovranità del proprio Paese e della propria cultura. Apriti cielo, Unione Europea, Banca Mondiale e regno di Danimarca hanno già annunciato drastici tagli ai finanziamenti internazionali per i progetti di sviluppo in Tanzania, sino a quando il Paese non sarà più “gay friendly“.

Sostenendo che bisognerebbe finanziare gli omofobi e fregarsene del rispetto dei diritti umani, il fondamentalista non si risparmia neppure da una dietrologia da pelle d'oca:

L’UE, il principale partner di sviluppo della Tanzania, fornisce oltre 100 milioni di euro all’anno, la Danimarca taglierà i suoi 10 milioni di aiuti, la Banca Mondiale valuta se eliminare del tutto i 300 milioni. Cosa c’entrino gli aiuti allo sviluppo e per sconfiggere la fame di milioni di cittadini della Tanzania con le norme sugli omosessuali lo sanno solo i gendarmi della ideologia gender. Fatto sta che la colonizzazione ideologica occidentale, nonostante i passi indietro degli Usa di Trump, non dà nessun segno di ritirarsi.

Immancabile è anche l'ossessiva ricerca di contrapposizioni con cui il fondamentalismo populista tenta di giustificare le ingiustizie, sostenendo che i sedicenti «cristiani» dovrebbero avere una corsia preferenziale:

L’Unione Europea taglia i propri aiuti per i gay incarcerati e non riduce di un euro i finanziamenti al Pakistan che tiene in ostaggio Asia Bibi e minaccia di impiccagione migliaia di cristiani? Non dimenticare Asia Bibi significa anche non chiudere gli occhi su questa Europa.

Ed è così che la legittimazione del'odio è diventata uno strumento in mano ai fondamentalisti in vista di elezioni europeee in cui vorrebbero assistere all'avanzata delle destre neofasciste. Il tutto in una dialettica che non spiega perché non dicano che anche l'arresto della loro Asia Bibi dovrebbe essere ritenuta espressione di «sovranità e cultura» come sostengono sia la sistematica persecuzione dei gay.
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