Salvini akbar



Ad accomunare la Lega di Matteo Salvini con l'Islam più radicale non è solamente il disprezzo dei diritti umani, il contrasto all'emancipazione femminile e un'ostentata omofobia. È soprattutto un abuso di una opinabile interpretazione della religione come mezzo per legittimare ogni più perversa forma di odio, di violenza e di sopraffazione.
Il crocefisso diventa un «oggetto identitario» che viene brandito dai «sovranisti» come strumento di offesa alla libertà altrui. Le aule scolastiche si tramutano in luoghi di culto, con studenti che vengono deportati «in altro luogo» sulla base della fede religiosa dei loro genitori non appena le aree comune vengono consegnate al parroco. È una gara alla sopraffazione, al sostenere che la propria presunta religione debba essere ritenuta superiore alle altre e che gli altri debbano andare via quando ci si sta appropriando di un luogo comune. E qui si ricade negli slogan di Matteo Salvini: «Andatevene! Ruspa! Andate via!».
Marco Bussetti, in qualità di ministro all'Istuzione, non ha esitato a impedire il contrasto al bullismo sulla base della richiesta avanzata dal fondamentalista Massimo Gandolfini ed ora pretende che la scuola imponga a tutti gli studenti i simboli cattolici che Salvini è solito agitare durante i suoi convegni. Dice che la sua priorità non è tanto il garantire scuole antisismiche, mettere a norma gli impianti o pensare alle attrezzature didattiche, la sua priorità è imporre crocefissi nelle aule ed obbligare i bambini non cattolici ad allestire presepi.

Eppure è evidente la truffa culturale di quei fondamentalisti che utilizzano Dio come oggetto di propaganda. I dati ci mostrano un quadro del Paese in cui il 21% degli studenti delle superiori esce dall'aula non appena entra l'insegnante che viene pagato dalla collettività nonostante sia stato scelto dal vescovo. E non meno falso è il sostenere che il cattolicesimo sarebbe un simbolo che accomunerebbe gli italiani contro lo straniero: in virtù di come gli studenti stranieri alle superiori siano solo il 7,1%, è evidente che la fuga dall'ora di religione cattolica viene scelta soprattutto da parte di ragazzi italiani. Ma anche loro se de devono andare se Salvini Pillon arrivano a bordo di una ruspa carica di statuine ed altri oggetti di culto che vengono da loro brandite come oggetti di propaganda elettorale.
In dieci anni la percentuale di chi non si avvale dell'insegnamento della religione cattolica a scuola è cresciuta del 6%. Al Nord circa uno studente su tre non frequenta quelle lezioni. Eppure il governo pare ossessionato dal profitto che sperano di ottenere nell'imporre riti di culti all'interno di scuole che loro non vogliono possano essere laiche.
E chi è l'altro gruppo integralista che usa la religione per togliere libertà personali, per giustificare la violenza sulle donne o per massacrare chiunque abbia un orientamento sessuale diverso da quello dei propri leader? Non è forse quel gruppo contro cui Salvini è solito aizzare l'odio dei propri seguaci?
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