Salvini difende il bullo dai richiami della sua professoressa, poi riparte: «Via! Andatevene! Ruspa! Via! Via! Non vi voglio! Ruspa!»



Dopo aver pubblicamente reso omaggio al pregiudicato in odore di mafia che spinse al suicidio Virgilio Motta dopo averlo reso cieco ad un occhio e avergli negato il risarcimento stabilito dai giudici, Matteo Salvini è tornato a ribadire che lui è e sarà sempre ed incondizionatamente dalla parte dei bulli, dei violenti e di chi ricorre alla forza come mezzo per sopraffare i più deboli.
In tutta la storia repubblicana non si era mai visto un ministro che si permettesse di denigrare pubblicamente una professoressa al solo fine di prendere le difese dello studentello sfaticato che si diverte a cazzeggiare al posto di studiare. Certo, lui era quello che ai libri di scuola preferiva la frequentazione dei centri sociali e che al Leoncavallo i professava come il leader dei «comunisti padani» chiamati a scacciare quelle destre di cui oggi pretende di essere ritenuto il leader, ma sinceramente fa rabbrividire come attraverso i social network scriva:


Oggi Salvini difende il bulletto che manometter i computer e mina l'autorità degli insegnanti, domani forse giustificherà chi andrà a scuola con una di quelle pistole per cui lui ha preteso la libera vendita a sparare a chi è di colore o chi è sgradito a l loro "comandante". Perché non c'è occasione il cui il leader leghista non cerchi di usare la paura e odio per la sua propaganda, come dimostra il suo essersi affrettato a fissare in cima alla sua pagina l'ennesimo articolo di pseudo cronaca in cui lo traviamo eccitato come un'educanda, mentre sbraita dire che lui, da sedicente «cristiano» quale si professa per evidenti finalità propagandistiche e populiste, si rifiuta di condannare il terrorismo ma preferisce accanirsi solo contro quello che lui sostiene sarebbe caratterizzato da un religione diversa da quella di cui lui sostiene di far parte. Per lui è il diverso il nemico, la feccia che andrebbe scacciata o distrutta con le ruspe in ode a quella che lui sarebbe la supremazia dei suoi amichetti pregiudicati, colpevoli di atroci reati ma a lui graditi perché bianchi e sedicenti cristiani:


Salvini ama moltissimo sostenere che gli islamici (e non i fondamentalismi islamici dato che la generalizzazione porta voti) sarebbero brutti e cattivi perché non amano i diritti delle donne, sono omofobi, usano buffe reinterpretazioni delle scritture sacre per giustificare l'odio, disprezzano i diritti civili e usano la religione come mezzo per creare false contrapposizione. Insomma, il suo problema è che loro si comportano come lui e quindi gli fanno concorrenza dato che la sua Lega è la massima espressione di quanto sia più simile al fondamentalismo islamico esista.

A riassumerlo è uno di quei 60 milioni di italiani che Salvini spergiura in nome di Dio sarebbero tutti dalla sua parte:


Ma lui dice che s«se ne frega» che lui «va avanti» e che continuerà a farsi i fatti suoi nel disinteresse di come il suo abuso propagandistico delle tensioni sociali rischia di scatenare violenze sempre peggiori.
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