Salvini: «Io sono il vero animo dei cristiani, non i Vescovoni e la stampa della Chiesa»



In quel suo incessante uso politico della religione, è dalla sua pagina Facebook che Matteo Salvini ha sostenuto che il suo presunto dio sarebbe tutto felice di vedere come lui voglia lasciare i naufraghi in balia delle onde, di come lui sbatta i disperati in mezzo alla strada o come ami perseguitare interi gruppi sociali al solo fine di ottenere i voti di razzisti, xenofobi ed omofobi.
Nel corso di una delle sue innumerevoli dirette propagandistiche, il ministro ha dichiarato: «Io credo che ci sia qualcuno lassù, che ci guarda. Son convinto che dopo la vita ci sia un’altra vita, altrimenti tutto avrebbe meno senso. Ma attenzione, questo non corrisponde alle gerarchie ecclesiastiche. Anzi mando un enorme augurio, un enorme abbraccio, a tutte le donne e gli uomini di chiesa che mi scrivono, mi mandano messaggi, mi mandano Whatsapp, mi fanno post su Facebook dicendo ‘Matteo tieni duro’. Perché le parole di qualche vescovone, o di ‘Famiglia cristiana’ o del quotidiano dei vescovi, non rappresentano l’animo dei cristiani e dei cattolici».
Si scopre così che Matteo Salvini si proclama detentore del volere di Dio contro la Chiesa, i vescovi e chiunque non lo idolati. Siamo dinnanzi ad un nuovo tassello che lo porta ad assomigliare sempre di più all'integralismo islamico e ai teorici dell'Isis. In fondo, dopo il suo disprezzo per i diritti umani, per le donne, per gli stranieri e per le minoranze religiose, il suo professarsi detentore della verità divina è parte di quell'uso politico della religione che ogni fondamentalismo ha da sempre cavalcato per giustificare morte, genocidi e violenze.
Secondo le teorie di Salvini, per potersi dire "cristiani" basta costruire presepi ed imporre simboli sacri agli altri, non certo preoccuparsi di un Gesù che invitava all'amore e all'accoglienza.
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