Salvini lo accusò di stupro e lo definì «una bestia». Era innocente, vittima di un'aggressione per aver soccorso una ragazza



Ha soccorso una ragazza ubriaca ed è stato sbattuto in carcere per quattro mesi. Se tanto sarebbe già di per sé vergognoso, ad aggravare la vicenda è come l'uomo sia stato reso vittima della propaganda leghista. Forse la sua unica colpa era quella di essere un migrante, motivo per cui è apparso come il miele per le api ad un Matteo Salvini che non perde mai una sola occasione per denigrare, insultare e strumentalizzare qualunque vicenda possa permettergli si sostenere che i migranti siano tutti cattivi e che lui faccia bene a volerli cacciare dopo ha raso al suolo le loro case con la sua ruspa.
Mohamed Chajar è stato accusato di aver tentato di baciare una ragazza di 17 anni. Salvini disse che quello era «stupro» e che quel marocchino era «una bestia» che lui avrebbe provveduto a cacciare insieme a quanti più connazionali fosse riuscito a scovare.
Basandosi sulla sola accusa della ragazza, è nelle vesti di ministro dell'Interno (e dunque del capo della polizia) che il leader leghista commentò su Twitter: «Nel Decreto sicurezza che ho in testa bestie come lui saranno prontamente rimandate al loro Paese».
Il deputato legista Rossano Sasso seguì il suo esempio e, dopo aver etichettato il marocchino come un «bastardo irregolare», organizzò ronde leghiste sulla spiaggia di Castellaneta Marina. ben presto quelle ronde si tramutarono nell'occasione per cercare di stanare e punire i venditori ambulanti extracomunitari, sollevando non poche proteste tra i bagnanti.
Svolte le indagini, Mohamed è stato prosciolto da ogni accusa dal tribunale. I giudici hanno sottolineato come l’uomo avesse semplicemente cercato di far rinvenire una ragazza che era svenuta in seguito ad una sbronza, gettandole in viso dell’acqua e sollevandole le gambe per farla svegliare. Il tutta risposta, il fidanzato della ragazza colombiana lo massacrò di botte prima che la ragazza lo facesse arrestare con l'accusa di tentato stupro.
Ora i due ragazzi che l'hanno picchiato e denunciato saranno processati, ma rischia di rimanere impunita l'aggressione mediatica che Matteo Salvini ha attuato contro di lui sulla base della sua convenienza elettorale. forse dimenticandosi che il suo ruolo di ministro gli imporrebbe il dovere di parlare solo di fatti appurati e non certo sulla base dei suoi pregiudizi.
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