Silvana De Mari è stata condannata per i suoi discorsi d'odio contro i gay



Silvana De Mari, ossia l'ex redattrice di Mario Adinolfi che è stata ora reclutata da La verità di Maurizio Belpietro in virtù della sua ostentata omofobia e del suo evidente razzismo, è stata condannata dal tribunale di Torino per le gravissime affermazioni diffamatorie contro i gay che ha rilasciato in articoli pubblicate sulle pagine del giornale di Mario Adinolfi e nel corso di alcune conferenze omofobe organizzate presso oratori e parrocchie.
La donna sostiene che i gay debbano essere ritenuti «contro natura» e ha cercato di aizzare cieco odio contro di loro asserendo che «tollerare l’omosessualità» equivarrebbe ad accettare la pedofilia. La sua teoria è che «se si stabilisce che l'omosessualità non è un disordine, allora anche la pedofilia lo può essere altrettanto».
Sostiene che i gay sarebbero anche satanisti, che rappresentino una minaccia per la salute pubblica, che simpatizzino per la pedofilia e che debbano essere paragonati ai nazisti. Sostiene anche che l'unico precetto della sua concezione del «cristianesimo» è l'odio contro le minoranze, raccontando ai gruppi omofobi organizzati che senza omofobia non potrebbe esistere neppure la religione.
Il tribunale l'ha condannata a pagare una multa di 1500 euro e una provvisionale di 2.500 euro da versare al Coordinamento Torino Pride e a Rete Lenford. Dopo la sentenza, la signora De Mari ha sostenuto che i suoi dati dimostrerebbero che «nel momento del gay pride le malattie sessualmente trasmissibili aumentano».
Già il prossimo 20 dicembre sarà in tour nel capoluogo piemontese in compagnia di Gianfranco Amato per un convegno in cui riproporrà tutte le teorie diffamatorie che l'hanno portata alla condanna. La pregiudicata annuncia anche di voler presentare appello il 21 marzo prossimo.
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