Silvana De Mari: «Gli psicologi che lavorano per il Mario Mieli simpatizzano con l'apologia di abuso sessuale sui minori»



Durante il suo comizio davanti alla davanti alla GAM di Torino, oltre a sostenere che l'omosessualità offenda i sedicenti «cristiani» e che debba essere ritenuta «un comportamento appreso» che può essere «disappreso», la fondamentalista Silvana De Mari è tornata a vomitare cieco odio contro Mario Mieli e contro chi lavora nel circolo a lui intitolato. Decontestualizzando i fatti dalla loro epoca, e spergiurando la fantomatica "veridicità" delle sue opinabili reinterpretazioni di testi decontestualizzati dal loro contesto,. è cercando di usare una vittima di omofobia come strumento per promuovere ulteriore odio che la signora De Mari si lancia nell'affermare:

C'è ancora un articolo 21 della Costituzione. In base all'articolo 21 dichiaro: tutti i movimenti lgbt in Italia riconoscono Mario Mieli come un loro preziosissimo intellettuale. Io non mi ricordo di un movimento lgbt italiano o straniero che abbia preso le distanze da Mario Mieli. Mario Mieli, morto suicida a 31 anni e che durante gli spettacoli teatrali mangiava gli escrementi suoi e del suo cane, e a chiunque non sia completamente stupido non sfugge che questa era una richiesta di aiuto di una persona che aveva problemi drammatici e che aveva bisogno di un adulto sano di mente che lo fermasse. In questo suo libro, in innumerevoli punto Mario Mieli parla a favore della pedofilia. Questo suo elogio alla pedofilia, ripetuto in innumerevoli punto del suo libro. Lui sta denunciando la sua pedofilia. Pedofilia vuol dire attrazione per i minori e non mettere le mani su di loro. Io non sono responsabile se i giornalisti usano termini scorretti. Il suo dire che noi faremo l'amore con loro, porca misera, questa è apologia di abuso su minore. Che è un reato. Un reato specificatamente sottolineato dalla conferenza di Lanzarote che l'Italia ha firmato. Quindi un tizio che ha scritto un libro che è apologia di abuso sessuale sui minori ha dato nome ad un circolo che riceve fiumi di denaro dallo stato per mandare in giro psicologi, psicologi del Mario mieli. psicologi di un circolo intitolato ad un tizio che dice che noi faremo l'amore con loro, come può cogliere il dolore di un ragazzino di 11 anni che ti dice "Io l'anno scorso sono stato stuprato da mio nonno". Scusate. Sul libro di mieli è specificato che non bisogna assolutamente impedire che i bambini vengano stuprati. Quindi lo stato italiano fornisce fiumi di denaro ai movimenti lgbt perché quello che diceva Mario mieli abbia un valore. Quindi la battaglia continua. Questo è solo l'inizio. Non sono i cento metri, è una maratona. Adesso ricorriamo in appello e adesso diventeremo un filino più aggressivi.

Se non sembra un caso che la De Mari faccia l'esempio di abusi omosessuali e non dei tanti padri che stuprano le proprie figlie, surreale è la quantità di idiozie e di falsità che vengono vomitate al solo fine di negare la verità storica. La signora pare dimenticarsi che Mieli parlò della pedofilia solo perché in quegli anni era considerata una parafilia al pari dell'omosessualità, mentre la signora De Mari costruisce la sua intera propaganda sul suo parlare come se Mieli fosse vissuto l'altro ieri. Una tecnica che dovrebbe farci dire che lei è una simpatizzante della pedofilia dato che ama stuprare politicamente il nome di Maria, incurante di come aveva solo 14 anni mentre sposò un Giuseppe ampliamene maggiorane. E se i gay non si lavano le mani possono far ammalare tutti quelli che condividono con loro la cucina. L'Arcigay non te l'aveva mai detto ma meno male che ci sono io.

Fiera di come il suo odio stia facendo proseliti e di come lei sarà artefice di innumerevoli vite danneggiate dal suo disumano odio verso la vita, la fondamentalista si mostra tutta tronfia nell'affermare:

La mia battaglia è stata una grande vittoria, perché oggi anche il Corriere e la Repubblica devono riportare le mie idee. Per disapprovarle, certo. E io non ho mai detto l'idiozia che ha riportato il pubblico ministero e che è stato riportato dal Fatto Quotidiano, li denuncerò, che mi hanno fatto dire che chi tollera l'omosessualità tollera anche la pedofilia. Io non l'ho mai pronunciato. Chi me l'ha attribuita inizia a rendersi contro che avrà qualche problema.

Insomma, lei dice che i suoi insulti sarebbero «libertà di espressione» mentre minaccia denunce e cerca di intimorire chi risorta le sue parole. Tipico, visto che anche il suo amico Gianfranco Amato è solito usare la religione e le denunce come strumento per censurare qualunque opinione sia contraria alla sua ideologia.
Peccato che la donna possa dichiarare la sua presunta innocenza quanto voglia, ma è un dato di fatto che dalle pagine del giornale di Mario Adinolfi e poi dalle pagine del suo blog, in data 13.01.2017e 16.01.2017 abbia sostenuto che «Se si stabilisce che l’omosessualità non è un disordine di natura, allora anche la pedofilia lo può essere altrettanto».
Non sono le sue testuali parole? Bhe, dato che quella frase è un suo tormentone, forse bisognerebbe andare a cercare il momento in cui ha espresso il suo odio in quella forma. Resta il fatto che la fondamentalista De Mari dedica gran parte della sua propaganda ad alterare e ridefinire il pensiero di Mario Mieli sperando e quindi non si capisce da quel pulpito voglia denigrare, insultare e denunciare chi le ha riservato un trattamento mille volte più dignitoso di quello che lei è solita riservare al prossimo.

Continua...
3 commenti