Vietare i matrimoni gay e legittimare la discriminazione in nome di Dio: ecco gli obiettivi della convention integralista di Verona



L'organizzazione di promozione omotransofobica "Provita Onlus" pare tutta eccitata davanti al convegno delle lobby integraliste che la Lega di Matteo Salvini e di Lorenzo Fontana ha voluto ospitare nella città di Verona. Ed è attraverso alcuni articoli promozionali dedicati all'evento, raccontano tutti tronfi che l'iniziativa si inserisce nelle iniziative politiche delle destre religiose internazionali:

Si terrà a Verona dal 29 al 31 marzo 2019 il Congresso Mondiale delle Famiglie (World Congress of Families, Wcf) giunto alla tredicesima edizione, organizzato dall’Iof (International Organization for the Family) che ogni anno propone questo evento in ogni parte del mondo. La prossima edizione si svolgerà in Italia, per l’appunto a Verona, città modello in materia di politiche per la Vita e la Famiglia e l’organizzazione è stata affidata alle Associazioni Pro Vita e Generazione Famiglia.

Insomma, saranno i soliti nomi del fondamentalismo organizzato a realizzare la prima edizione del convegno mai organizzata in un Paese occidentale. Ed è in ode alle loro rivendicazioni che Provita Onlus spiega i suoi progetti sull'oso politico della religione quale lasciapassare allo sdoganamento dell'odio:

C’è poi l’iniziativa Articolo 16 (A16) che autorizza i leader che operano istituzioni mondiali a proteggere la libertà di opinione, la fede religiosa e la famiglia come unità naturale e fondamentale della società in linea con l’Articolo 16 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani delle Nazioni Unite.
Infine il programma Emerging Leaders (Elp) che fornisce e autorizza giovani professionisti, studiosi e attivisti a promuovere il matrimonio e la difesa della famiglia naturale in ogni contesto, con il fine di riaffermare il suo ruolo centrale nello sviluppo delle società nel mondo.

Ad eccitare il fondamentalismo è anche un presidente che odia i gay e che dedica la sua vita a cercare di danneggiare le loro famiglie:

Il presidente è Brian S. Brown che è anche Presidente dell’Organizzazione Nazionale per il Matrimonio (National Organization for Marriage, Nom) dopo averla co-fondata nel 2007, ed è padre di nove figli. Nel 2008 Brown ha guidato l’attività del Nom in California per la vittoria del referendum sulla “Proposition 8”, che chiedeva l’inserimento in Costituzione di un emendamento volto a riconoscere come valido soltanto il matrimonio tra un uomo e una donna. È stato inoltre rappresentante del Nom in Maine (2009) e North Carolina (2012), contribuendo all’abrogazione delle unioni gay; infine, ha svolto un ruolo decisivo nel tentativo di destituire tre giudici della Corte Suprema dell’Iowa che avevano redatto una nuova definizione di matrimonio, portando anche qui con successo a compimento la missione.

Insomma, un nome che pare garanzia delle volontà discriminatorie insite nella convention fondamentalista patrocinata dalla Lega.
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