Adinolfi contro Famiglia Cristiana: «Gesù ha detto che i gay vanno vietati in prima serata»



È preoccupante osservare quale visibilità possano ottenere le sterili polemiche messe in piedi da personaggi patetici come Mario Adinolfi. Se l'integralista si è messo a sbraitare che lui non avrebbe mai tollerato che sulla Rai si potessero mostrare baci che non fossero rappresentazione dei suoi pruriti sessuali, grave è come La Gazzetta del Mezzogiorno gli abbia dato corda e si sia spinta sino a sostenere che il film sarebbe finito al centro di «una bufera» in quanto sgradito ad un singolo fondamentalista che basa il suo intero fatturato sul commercio di odio omofobico:


Lo stratagemma propagandistico con cui il partitino di Mario Adinolfi è riuscito ad ottenere visibilità pare abbastanza chiaro: è ormai da tempo che il fondamentalista  ha invitato ogni suo singolo adepto a presentarsi a nome di fantomatici circoli territoriali o provinciali, creando un gioco di specchi in cui i malinformati potrebbero anche cascare nel suo tranello e pensare che la sua rete integralista sia più estesa di quanto effettivamente sia. E se osserviamo la loro attività, facile è osservare come ogni suo singolo presunto circolo avrebbe firmato a proprio nome le parole del loro leader al fine di inviarle ai giornali locali, storicamente più inclini a pubblicare qualunque schifezza venga spacciata per un'iniziativa nata sul territorio. Ed è così che la pretesa di un violento ha ottenuto una visibilità immeritata per il suo reale peso politico (di gran lunga inferiore a quello fisico).

Non meno patetica è stata anche l'iniziativa messa in piedi dalla sezione di Mantova del partitino di Adinolfi (ossia dal signor Esposito) che a nome di due fantomatici «lettori» di Famiglia Cristiana, ha pubblicato una missiva di rara ferocia omofoba contro il settimanale cattolico:

Gentilissimo direttore, don Antonio Rizzolo, siamo una coppia di coniugi cristiani, abbonati per la terza generazione al settimanale “Famiglia Cristiana”, che lei attualmente dirige.
Ci spiace tantissimo constatare che riguardo il film “ Wine to Love”, in programma venerdì 4 gennaio su Rai 1 alle 21.25, la sua rivista lo abbia definito “film da non perdere” (pag. 119 FM 52/18). Forse le non sa ma tale film contiene la scena di un lungo ed insistito bacio tra due uomini.
Come può il suo settimanale , per definizione CRISTIANO , recensire come “DA NON PERDERE” un film che propone una effusione sentimentale di tipo omosessuale?
Siamo contrari per i seguenti motivi:
  1. il film “Wine to Love” è trasmesso in prima serata , momento in cui i bambini saranno davanti alla tv e si vedranno costretti a imbattersi in temi molto delicati, come quello della omosessualità. Secondo lei, la Rai non avrebbe potuto posizionare la trasmissione del il film in una fascia oraria più tardiva e non in prima serata ? La sua rivista avvalla tutto ciò, consigliando la visione del film “DA NON PERDERE”?
  2. nel Vangelo di Matteo , 18,1-10, Ges.ù parla del diritto dei bambini di essere rispettati, con le seguenti parole ”Chi scandalizza anche solo uno di questi piccoli…”. Non le sembra che con questo film venga scandalizzata la purezza e l’innocenza dei bambini che, venerdì 4 gennaio , saranno davanti alla televisione?”
  3. la questione non è solo etica, bensì ha natura anche teologica. Lei dà voce nella sua rivista ai coniugi Maria Teresa Zattoni e Gilberto Gillini. (Ora solo a Maria Teresa Zattoni). Ebbene , questi due noti Pedagogisti cattolici, membri della consulta nazionale per la famiglia, nel libro ”Dio fa bene ai bambini” ,edito da Queriniana, a pagina 26, sostengono che lo scandalo ai bambini “mette in pericolo la fede”. Non le sembra che la questione non sia solo di natura morale-etica, ma anche educativa e spirituale? Ci sembra che la sua rivista entri in forte contraddizione dando voce a due punti di vista completamente opposti. Ma qual è la vera linea di pensiero di “Famiglia Cristiana”?
  4. Lei , scusi, ha idea della fatica che fanno due coniugi che vogliono educare cristianamente i loro figli e si trovano “fuori casa” i negozi di cannabis (approvati dal governo Gentiloni- area PD) e “in casa” una rivista cattolica che definisce “DA NON PERDERE” un film con esplicita intimità omosessuale tra due uomini?
Ci sentiamo soli come genitori cattolici ad educare cristianamente i nostri figli e, se possiamo capire le ragioni di chi ha opinioni diverse da quelle cristiane, non riusciamo a capacitarci delle scelte della sua rivista che si definisce “CRISTIANA”.
Grazie della sua gentile attenzione
Dott. Ebe Zani e Cristiano Peri

Fa paura pensare che nel 2019 ci sia gente che pare non provare vergogna nello scrivere certe scemenze, così come pare evidente che il fatto che Adinolfi vada in giro a dire che per essere «cristiani» ci si debba atteggiare a trogloditi divorati dall'odio non significa che la sua opinione abbia davvero un qualche valore. E non pare avere valore neppure il suo sostenere che «educare cristianamente» dei bambini significherebbe indottrinarli alla su ideologia omofoba contro il loro supremo interesse, incurante di come un bambino gay potrebbe vedersi rovinata la vita se avesse la sfortuna di crescere in una famiglia in cui un qualche genitore ignorante dovesse davvero credere alle scempiaggini che Adinolfi ha raccontato loro in quel suo costante stupro della religione cattolica.

E se avete avuto l'occasione di vedere il bacio contestato da Adinolfi, vi sarete facilmente resi conto di quale bassezze possa essere capace chi ha costruito una patetica e violenta campagna d'odio basata su una scena innocente come quella del film.
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