Alessandro Benigni: «Se fossi gay, mi farei esplodere piuttosto che essere equiparato ad altri»



«L'omosessualità non è normale». Lo sostiene Alessandro Benigni, l'evangelista dell'odio omofobo che opera nel perimetro della frangia integralista guidata da Gianfranco Amato.
Classe 1969, dal 2003 al 2014 è stato docente di filosofia e psicologia presso il liceo scientifico Agostino Berenini di Fidenza mentre dal 2015 è titolare della cattedra di storia e filosofia al liceo Marconi di Parma. Insomma, quanto basta per domandarsi su che basi il Muir possa permettergli di sedere in cattedra davanti a dei minorenni nonostante paia fondato il timore che la sua ostentata omofobia possa costituire un reale rischio per eventuali studenti gay che dovessero avere la sfortuna di finire nelle sue classi. Basta immaginarsi a quale inferno verrebbe condannato un adolescente che deve già far fonte al bullismo mentre qualcuno lo obbliga a subire un professore che nel suo tempo libero pubblica sui social network dei messaggi pubblici come questo:


In realtà l'Oms ha chiaramente sancito che l'omosessualità non è solamente normale, ma è anche del tutto naturale. Sostenere il contrario significa farsi promotore di un'ideologia che nega la verità sulla base dei propri pregiudizi, magari giocando pure con le parole al fine di cercare di spacciare l'abitudine per la normalità. Se è vero che è più frequente che un uomo possa provare attrazione sessuale verso una donna, questo ci legittima a dire che sia più frequente, non certo a sostenere che tutto il resto non sia normale. Anche le eclissi sono più rare del sole che spende in cielo, ma non basta questo a renderle un fenomeno anormale o contro-natura.

Da prassi, il docente non manca neppure di auto-assolversi da ogni accusa di omofobia, sostenendo che il suo disprezzo verso la realtà scientifica sull'omosessualità non sarebbe odio. Ed è proprio ribadendo le sue invettive che l'uomo si lagna di chi contesta la sua ferocia:


Se è grave assistere ad un professore di liceo che se ne va in giro a dire che i gay devono essere ritenuti «anormali» ed «insani», gravissimo è osservare con quale ferocia l'integralista sconfini persino nell'invitare al suicidio tutti quei gay che non dovessero accettare di vedersi negata pari dignità sociale:


Il ragionamento proposto si basa sulla presunzione di ritenersi la massima espressione di un nuovo arianesimo basato sull'origine delle sue erezioni, raccontandosi che Madre Natura non tolleri le differenze e che l'evoluzione abbia sbagliato a non cancellare l'omosessualità dato che lui non riesce a comprenderne il valore sociale per cui la natura l'ha preservata per millenni.
Dice anche che un uomo e una donna sposati e senza figli sarebbero «una famiglia» solo perché l'uomo potrebbe decidere di eiaculare senza preservativo nella vagina della donna, ma due due uomini e due donne sarebbero solamente «coppie» dato che lui non crede che i loro affetti dovrebbero meritare pari dignità. Il tutto negando il tema di come alcune famiglie eterosessuali, tra cui quella del leader omofobo Massimo Gandolfini, risultano infeconde e quindi contrarie al principio con cui lui sostiene che la finalità ultima del matrimonio sia la procreazione.
La ferocia del suo ragionamento emerge in tutta la sua chiarezza se si osserva come il tutto potrebbe essere riassunto in un: io non tollero che gli altri possano avere i miei stessi diritti.
La sua è una pretesa che sfocia nella una violenza. Se Benigni ritiene che sia giusto sposare una donna, lui è liberissimo di farlo. Ma quando si mette a sostenere che tutto ciò che non è utile al suo tornaconto dovrebbe essere vietato dato che gli altri non meriterebbero pari dignità sociale, lui sta ledendo il diritto all'autodeterminazione altri solo perché vuole sentirsi un privilegiato. È la declinazione del "prima gli italiani" di un Salvini che promette che farà stare peggio gli altri così il suo elettore potrà sentirsi un privilegiato anche se nulla verrà fatto per migliorare la sua vita.
In commentabile è poi la ferocia del suo sostenere che, se fosse gay, lui si «farebbe esplodere» piuttosto che chiedere di poter avere stessi diritti di cui lui oggi gode a pieni mani in quanto eterosessuale.

Un ultimo messaggio pare interessante dato che, in merito ad un imprecisato messaggio, il professore dice di aver cancellato alcune sue frasi perché temeva potessero essere penalmente rilevanti e non voleva che qualcuno potesse portarlo davanti ad un giudice per rispondere delle sue pubbliche affermazioni:


Se le premesse paiono mostrarci un uomo che probabilmente non dovrebbe essere messo nelle condizioni di poter ledere alla dignità e alla vita di uno studente gay, l'impressione è che anche gli stranieri non se la passino bene dinnanzi al suo ostentato disprezzo per la diversità. In un suo articolo pubblicato da Basta Bugie (quindi dalla frangia integralista legata a Riccardo Cascioli), Benigni spergiura che in Italia non esisterebbe razzismo e che qualcuno se lo sarebbe inventato attraverso «tecniche di manipolazione di massa».
La sua teoria è che gli attacchi razzisti «evidentemente non lo sono» e che dei cattivoni vogliano ignorare «sistematicamente gli attacchi quotidiani agli italiani ad opera di extracomunitari» o che pretendano di «minimizzare i gravissimi crimini commessi nei confronti degli italiani, anche i più efferati». Sostiene che gli gli anti-razzisti siano persone che «sbeffeggiano, insultano, denigrano in ogni modo i cittadini che non si riconoscono nel programma di immigrazione coatto» in una chiave in cui lui sostiene che il suo parere contro i migranti, al pari dei suoi pareri contro i gay, debbano essere ritenute verità divine da poter porre come premessa alle sue pretese.

Il Miur non ha davvero nulla da dire?
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