Andrea Pasini su Il Giornale: «Il popolo italiano vuole veder tornare i valori del fascismo»



È dalle pagine de Il Giornale che il salumiere Andrea Pasini si è messo a piagnucolare che quei cattivoni degli inglesi avrebbero osato dire che il suo Salviniuccio è di estrema destra. Se tale asserzione pare non fare una piega date le amicizie di Salvini con i neofascisti o viste le leggi da lui proposte, è in un articolo intitolato "Le idiozie dei liberal di Londra: l’Incremento delle vendite dei gadget di Mussolini è colpa di Matteo Salvini" che Pasini pare voler dare libero sfogo alla sua frustrazione davanti a chi gli critica il suo "comandante". Ricorrendo agli insulti coniati alla propaganda leghista, scrive:

Ai liberal di Londra piace parlare di cose che non sanno? Hanno ragione sui calendari del Duce come l’avevano sulla Brexit. Sentir parlare gli anglosassoni di casa nostra è sempre un’ esperienza formativa: ci insegna come si possa parlare assolutamente di tutto pur avendone una conoscenza sempre molto superficiale.
Così, un fenomeno di costume come quello del calendario del Duce (o del vino, o della biro o qualunque altro souvenir proveniente da i luoghi di riferimento del fascismo come Predappio o Roma) diventa, per il Guardian, l’araldo di un ipotetico ritorno allo “stato totalitario”, alla “dittatura” e altre mille e mille espressioni chiave con cui ogni giorno il blocco mediatico della sinistra marcia e falsa di ogni paese prova a spaventare l’opinione pubblica. È evidente per chiunque non sia avvelenato dall’odio o dalla propaganda che siamo distanti da uno scenario del genere.

Arreso che tatuarsi una svastica o inneggiare al Duce sarebbero «fenomeni di costume», il salumiere si mette a dire che il neofascismo non esiste, pur negando la sua stessa asserzione solo poche righe più in basso:

Eppure c’è chi si straccia le vesti e si dispera perché i calendari del Duce hanno registrato una crescita nelle vendite negli ultimi anni ignorando, volontariamente o meno, una serie di fattori che, una volta considerati, fanno diminuire di volume l’ipotetica minaccia alle istituzioni democratiche. L’Italia è stata dal ‘46 al ‘95 la sede del più grande partito neo-fascista d’occidente, dove militavano molti personaggi che avevano avuto ruoli anche di primo piano durante il ventennio. Partito che faceva congressi, si presentava alle elezioni e si aggiudicava quote di consenso che oggi farebbero dare aria alla bocca ad un pletora di imbrattacarte di casa nostra e altrui. Era, ipoteticamente, più pericoloso il MSI o lo è il successo che stanno riscuotendo i calendari?

Chissà se Giorgia Meloni non avrà nulla da ridire con il salumiere che l'accusa di essere l'anima del fascismo, da additare come molto più pericolosa del duce. Eppure, ignorando come Salvini abbia più volte stretto alleanza con l'ex missina, Pasini incalza:

Ma l’ignoranza dei nostri “cugini” europei d’oltremanica non finisce qui, arrivano a definire la Lega un partito “Far-Right” [di estrema destra n.d.r.], viene spontaneo chiedersi a questo punto cosa siano Fratelli d’Italia, Casapound e Forza Nuova. Consigliamo ai giornalisti del Guardian di mettersi l’animo in pace, se gli italiani stanno riscoprendo gli ideali del fascismo non è certo per opera di Salvini ma semplicemente perché certi ideali del fascismo sono basati sulla salvaguardia, difesa e amore della propria patria. Valori questi che oggi sempre di più il popolo vorrebbe veder tornare.

Ma come? Non diceva che il fascismo non esisteva? E se lui dice che Salvini sarebbe espressione del popolo e che il popolo vuole il fascismo, non sta forse sostenendo che Salvini sarebbe fascista?
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