Andrea Zambriano torna ad aggredire i cristiani lgbt, sostenendo che i gay andrebbero curati e mai accettati



Ha ormai assunto i contorni di una vera e propria persecuzione quella che il fondamentalista Andrea Zambrano sta conducendo dalle pagine de La Nuova Bussola Quotidiana contro i credenti lgbt. Se ormai non passa giorno senza che lo si senta sbraitare colme un indemoniato che lui esige che i gay siano ritenuti sbagliati, che lui non vuole possano credere in Dio e che lui non tollera posano avere un funerale, ora se n'è uscito pure con una patetica e presunta intervista dal titolo "Io, deluso dai cristiani Lgbt: così colpiscono la Chiesa".
Come prassi della propaganda fondamentalista, si cerca di sostenere che la presunta "testimonianza" di fantasiosi personaggi dovrebbe essere ritenuta come una conferma della veridicità delle loro tesi. Lo hanno fatto con Luca Di Tolve, con Giorgio Ponte ed ora con un tizio che, guardacaso, sosterrebbe che Zambriano abbia ragione a dire che per essere cristiani si debba essere eterosessuali o ci si debba sentire inferiore ai suoi pruriti sessuali.

La preseunta intervista è ad un tale Federico C., un fantomatico «anonimo» che si sarebbe rivolto a lui «dopo aver letto l’articolo sulla presenza in una chiesa romana di un gruppo gay appartenente a Nuova Proposta, una delle associazioni cosiddette di cristiani Lgbt affiliate a Cammini di Speranza, che, entrando nelle parrocchie, sta lentamente promuovendo uno sdoganamento della pratica omosessuale, adozione di bambini con la pratica dell’utero in affitto compresa».
La premessa è dunque chiara: sulla base delle stupidaggini che Zambriano è solito vomitare contro i gay, un tizio sarebbe andato da lui e avrebbe spergiurato quello che lui voleva sentirsi dire, ossia che:

La mia omosessualità è diventata una ricchezza sul piano cristiano solo quando vi ho rinunciato e smesso di praticarla. Questo è stato il vero passo avanti nel cammino di fede. Ho frequentato Nuova Proposta, era un'ideologia gay più che una proposta cristiana nella quale Benedetto XVI era considerato il rappresentante di una Chiesa opprimente. Si dava per scontato l'utero in affitto e qualunque azione "riparatrice" veniva screditata. Invece io ho capito il Catechismo proprio iniziando a praticare la castità e l'amicizia disinteressata. E' dura, ma solo così vedo la luce nella mia vita.

Lodata l'omofobia di quel Papa che tanto piace a Cascioli dato che Berglgio non è mai stato gradito al fondamentalismo in virtù del suo invito all'accoglienza contro la loro promozione dell'intolleranza, si arriva alla solita promozione di quelle fantomatiche "terapie riparative" che la scienza riconosce come provate bufale che rischiano di spingere al suicidio chi ne è vittima. Ed è sulla base di quelle stupidaggini che Zambriano si mette a pontificare

Chi conosce i drammi vissuti da uomini con attrazione verso persone dello stesso sesso, sa quanta verità si celi in questa frase. Politicamente scorretta oggi, perché l’accettazione dell’omoer_: smo passa anche in larghi settori della Chiesa in uno sdoganamento dell’attività omosessuale come variante naturale della sessualità. Ma questo non è vero e se a dirlo è una fredda teoria può suscitare l’indifferenza di molti.
Ma se a dirlo è il vissuto in carne ed ossa di una persona allora le cose cambiano e la lettura dell’esperienza omosessuale come “disordine oggettivo”, dice il Catechismo, acquisisce la sua piena valenza. Solo allora si comprende la saggezza della dottrina cattolica che ha voluto essere vicino ai cosiddetti “omosessuali” indicando loro la via della castità e dell’amicizia disinteressata.

Ed ancora, è sostenendo che la sua patetica intervista basterebbe a dire che i cristiani lgbt siano "sbagliati", è con una crescente ferocia che il fondamentalista incalza:

Dopo averci scritto un’email lo abbiamo ricontattato per saperne di più. E’ un fatto di interesse pubblico perché sempre più spesso nella Chiesa, anche con la complicità di vescovi e parroci “distratti”, si moltiplicano le “incursioni” di questi gruppi Lgbt che la nota del Cardinal Ratzinger del 1986 bollava come pericolosi proprio perché portatori di una ideologia omosessualista.
Il risultato è questa intervista che pubblichiamo solo perché dal racconto di un vissuto tormentato, ma finalmente visitato dalla grazia della fede, la sua storia ci è sembrata verosimile e in sintonia con quella di tante persone omosessuali che non sono militanti, ma cercano di trovare la loro chiamata seguendo la legge della Chiesa: castità e amicizia disinteressata.
Abbiamo potuto verificare, anche grazie all’esperienza dell’apostolato di Courage che le sue parole sono perfettamente compatibili con il vissuto di quella maggioranza di “gay” non allineati al pensiero dominante che pregano e offrono i personali drammi in un sacrificio nascosto.

Tradotto: lui dice che l'intervista sarebbe «verososimile» perché conforme alla propaganda di un'organizzazione che promuove fantomatiche "terapie riparative" dell'omosessualità. Siamo alla presa per il culo.
Ma non è finita qui, dato che la presunta intervista si basa su stereotipi e cazzate mai sentite. Il fantomatico intervistato si lanci in un attacco nominale contro il fondatore del gruppo sgradito alla lobby di Riccardo Cascioli, sostenendo che «il fondatore dava per scontata e come cosa buona e giusta la pratica dell'utero in affitto. Non capisco ora come questa associazione possa essere accolta in una chiesa cattolica&raquuo; e che a lui «non mi piaceva il pensiero unico lì prevalente sul fatto che l'omosessualità dovesse essere una cosa sempre buona e che ognuno di noi doveva viverla come un tesoro prezioso». Citati gli slogan del fondamentalismo cattolico, si passa alla promozione delle fantomatiche "teorie riparative" dell'omosessualità (anch'esse ossessivamente promosse dalla lobby di Cascioli):

Ricordo che mi dette fastidio il modo con cui il fondatore si esprimeva in merito alle teorie curative o "guaritrici" di alcuni all'interno della Chiesa. Non mi piaceva la sua astiosa bocciatura di questi percorsi di “guarigione”, perché vedevo una sua rigidezza ideologica e la limitatezza umana ed esistenziale nel capire che la vita può avere più sfumature ed altri percorsi diversi dal suo. Era chiaro che prima della fede cristiana veniva il proprio io [...] Ero entrato perché volevo un gruppo cristiano gay, poi ho visto un ideologia più gay che cristiana.

Si passa poi a sostenere che l'accettazione dell'omosessualità debba essere intesa come un accettare che Zambriano si proclami superiore agli altri in virtù di quanto gli piaccia fare sesso con le donne:

Ma accettarti non vuol dire promuovere. Accettare vuol dire anche prendere atto di un disordine e comportarsi come la Chiesa consiglia…
Infatti lì poi saltava fuori l’ideologia e tutta la distanza dagli insegnamenti della Chiesa. Ricordo una contrarietà marcata alla visione cattolica. Non so se fosse una direttiva dell'asociazione, ma parlando con vari utenti percepivo la pretesa che ognuno potesse fare la propria vita, ad esempio anche adottando bambini. [...] C’era un atteggiamento negativo verso Ratzinger non necessariamente dopo gli incontri, anche nei momenti di convivialità. Benedetto XVI era considerato il rappresentante di una Chiesa opprimente. Io avevo un’impressione opposta e percepivo disagio [...] Credo che esista una lobby più forte che vuole distruggere la Chiesa dal di dentro servendosi degli omosessuali. I gay presi singolarmente sono fragili, non avrebbero da soli questa potenza.

Ovviamente il presunto intervistato non si è astenuto dal benedire l'omofobia e nel sostenere che Benedetto XVI avrebbe fatto bene a criminalizzare l'omosessualità dichiarando che la si debba ritenere «un disordine»:

Secondo me il problema non è la Chiesa. Il Catechismo infatti, sull’omosessualità è chiaro, e Dio mi ha portato a quelle conclusioni. Però è vero che quando lo leggevo mi sembrava difficile accontentarmi di un rapporto di amicizia disinteressato, ma è stato un percorso lungo. Io credo che il problema sia sociale perché è la società che va in direzione opposta. La Chiesa ha le sue colpe perché non è più unita. Vedo lo sbandamento quando sento di conoscenti che confessano peccati di natura sessuale e il confessore dice che non sono peccati. Invece la confessione frequente e la Messa quotidiana sono state la mia salvezza.

Se pare evidente che qualunque persona dotata di intelletto non potrà che ritenere patetica una presunta intervista così traboccante di falsità e pregiudizi, il problema è quali danni Zambriano potrà infliggere ad adolescenti gay che dovessero avere la sfortuna di avere genitori così ignorante da credere alle sue teorie.
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