Cile. Gay torturati con sigarette accese ed acqua bollente in due distinti attacchi omofobi



La cronaca ci racconta di due distinte aggressioni omofobe avvenute in Cile nella notte di Capodanno. nella città di Porvenir, un gay di 51 anni è stato aggredito e torturato, costretto a sedersi in una vasca piena di acqua bollente al punto da provocargli gravi ustioni su tutto il corpo. Gli aggressori volevano punirlo per il suo orientamento sessuale.
Portato all'ospedale Marco Chamorro Iglesias, è stato trasferito d'urgenza nel reparto ustioni dell'Ospedale Clinico di Punta Arenas. le sue condizioni sono ancora critiche.

Nelle stesse ore, un 24 enne è stato aggredito nella città portuale di Valparaíso. Il ragazzo aveva accettato un passaggio in automobile da due persone che lo avrebbero aggredito non appena lo hanno sentito sentito parlare al telefono con il suo partner.
Dopo una lunga serie di insulti omofobi, gli aggressori lo hanno torturato. Gli hanno spento delel sigarette sulle mani e gli hanno strizzato i genitali prima di colpirlo alla testa con una pietra. La vittima si è risvegliata dopo alcune ore, ritrovandosi totalmente disorientato.

A seguito del brutale assassinio del 24enne Daniel Zamudio, torturato a morte e seviziato da un gruppo di nazisti omofobi, è nel 2012 che il Cile si è dotato di una legge contro l'omofobia. Eppure gli attacchi fisici contro le persone lgbt risultano quasi quotidiani.
Al alimentare il clima d'odio è anche l'influenza di una Chiesa Cattolica che ha investito grandi quantitativi di denaro in campagne omofobe volte a contrastare il progetto di legge per l'introduzione del matrimonio egualitario che è stato firmato dall'allora presidente Michelle Bachelet nell'agosto 2017. La potenza dell'ingerenza religiosa è testimoniata anche da come nel 2004 il Cile sia stato uno degli ultimi Paesi al mondo a legalizzare il divorzio, contrastato in maniera molto feroce proprio da quei leader religiosi che oggi chiedono che ai gay sia negata pari dignità sociale e pari diritti civili.
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