Com'è stato possibile? Il timore è che oggi si possa iniziare a capirlo



Ieri si è celebrata la Giornata della Memoria. E se per decenni tutte le nuove generazioni si sono domandate come sia stato possibile, il timore è che oggi si possa iniziare a capire.
Viviamo in un periodo storico in cui esistono politici che creano odio a fini elettorali, assistiamo ad una propaganda ossessivamente incentrata sulla sistematica creazione di un nemico, c'è chi plaude per le deportazioni o chi festeggia per ogni bambino, donna ed uomo affoghi nel Mediterraneo. Il rischio è che si possa iniziare a comprendere come sia stato possibile la creazione di campi di sterminio. Campi che avevano la stessa forma e la finalità di quei centri di reclusione libici che l'Italia finanzia in modo che le violenze e le torture non siano rese visibili ai propri cittadini. Non sono la stessa cosa, ma ne hanno l'odore. In fondo neppure il nazismo iniziò con i campi di sterminio, ma iniziò nel momento in cui si creò un "noi" e un "loro".

Dicono che non vogliono che possano partire perché così non moriranno, ma hanno cercato voti blaterando di fantomatiche "sostituzioni etniche" in cui era chiaro che il loro problema non fosse chi muore ma chi ce la fa. Dicono non siano integrati, ma si manda l'esercito a distruggere qualunque realtà dimostri il contrario. I nazisti non si sono presentati ai tedeschi dicendo che volevano sterminare gli ebrei per impossessarsi dei loro averi, raccontavano che stessero «difendendo» la razza al pari di come oggi c'è chi spergiura che lui stia «difendendo» i confini.
E lo lo fa con violenza, usando ogni più bieca forma di bullismo sia capace il loro leader. Quello che ha rubato milioni di euro agli italiani ma che non esista a sfruttare l'invidia per attaccare le opinioni altrui sulla base dei soldi che si sono guadagnati con un lavoro onesto. Dice siano ricchi, perché lui è quello dei selfie davanti a piatti di pasta anche se i suoi rimborsi per le cene che si faceva pagare dall'Europarlamento non erano alla portata di un cittadino italiano medio. Ma la propaganda serve a creare nemici, ovunque.
E che si chiudano i porti o si costruiscano lunghi muri al confine con il Messico, il populismo è fermo nel suo spergiurare che l'altro debba essere temuto, odiato e cancellato. L'altro è ritenuto inferiore ed immeritevole dei più basilari diritti umani in nome di quella casualità che ci ha fatto nascere in un luogo del pianeta piuttosto che in un altro. Ma al cittadino va fatto credere che ci toglieranno i nostri privilegi, motivo per cui devono essere fermati e sacrificati.

Esiste poi l'aspetto più vergognoso. Noi tutti sappiamo quanto fastidio possano dare le biciclette della Uber e di Glovo che i migranti sfruttati come manodopera a basso costo ammassano davanti alle porte dei treni. Magari abbiamo assistito alle scene in cui vengono trovati dai controllori senza biglietto o di come la polizia chiamata dai convogli non si presenti mai in tempo. Sappiamo che c'è una totale assenza di efficienza da parte di quegli agenti che Salvini impiega per le sue retate, ma che fa latitare laddove servano davvero, certo che così il cittadino avrà un fastidio e voterà chi ostenta un razzismo posto come presunta soluzione.
Le regole ci sono ma non vengono fatte rispettare perché la politica ha bisogno di poter far leva sul vissuto di chi si crederà  quel tale che davanti alle telecamere continua a sbraitare che loro sene devono andare perché lui non li vuole. Ed è difficile comprendere quale sia il confine tra chi ne approfitta a danno dei suoi connazionali o chi subisca un bullismo che trova risposta in un rifiuto alle regole dettate da chi cartapesta la loro dignità.
In queste ore circola su internet un vergognoso filmato registrato in una cucina di Rossopomodoro a Milano in cui dei bianchi si divertivano a denigrare dei neri puzzandoli con deodorante e chiedendo la loro «disinfezione». Gente che vien trattata come animali avrà mai voglia di avere rispetto per i suoi carnefici?  Sarebbe come pretendere che un gay dia rispetto ad un Mario Adinolfi che organizza blasfemi rosari di preghiera in cui chiedere che la Madonna condanni i gay ad esaltazione del suo avere due moglie e del vantarsi davanti alle sue figlie di come lui le abbia sottomesse entrambe prima di scoparsele a pelle. Il problema è davvero la nazionalità come sostiene qualcuno o il problema è che non si possa auspicare integrazione se c'è chi pretende di essere ritenuto superiore agli altri per presunto diritto di nascita?
Di certo, nel momento stesso in cui la leghista Silvia Pantalano si sente legittimata a pubblicare messaggi pubblici in cui sostiene che i migranti siano «bestiame», l'impressione è che qualcosa non vada e che antichi odi razziali stiano nuovamente flagellando il Bel Paese.
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