Donato Garbetta, il logopedista leghista barese che «da medico» benedice l'omofobia



Membro di Gloria.tv e sedicente «cattolico», il signor Donato Garbetta si presenta al mondo attraverso un profilo Facebook in cui icone sacre e preghiere si alternano al suo sostenere che il Papa sarebbe un ciarlatano dato che lui ha fede solo in Matteo Salvini. Dichiara di non volere lo ius soli, esprime disprezzo verso le ONG che salvano vite umane nel Mediterraneo, spiega che i rifugiati cristiani dovrebbero avere più diritti di quelli islamici, inveisce contro il multiculturalismo e racconta di come lui creda che «essere antipopulisti è criminale». La sua teoria è che il suo amato Salvini darà il pane al popolo e che che gli altri sarebbero amici dei banchieri (incurante di come il suo idolo abbia impegnato un giorno per salvare una banca e in 18 giorni non abbia fatto che inveire contro quei 48 naufraghi che non vuole possano essere sbarcato in un porto sicuro).
Ne coronano il profilo i link a Maurizio Blondet e alla Nuova Bussola Quotidiana di Riccardo Cascioli, riprova della sua evidente adesione all'ideologia promossa dal fondamentalismo cattolico di estrema destra.

E se sino a questo punto abbiamo semplicemente visto il profilo di un leghista che esprime la sua fede religiosa in Matteo Salvini, grave è come l'uomo lavori come otorinolaringoiatra nell'area di Bari e pare abusare dei suoi titoli accademici nel suo sostenere che la sua omofobia sarebbe un parere medico. Fatto sta che è su Facebook che lo troviamo impegnato a scrivere:


Il suo messaggio appare come un'emulazione di Silvana De Mari, anche lei solita sostenere le sue teorie anti-gay solo dopo aver premesso che le sue parole verrebbero vomitate «da medico» contro la verità scientifica. Ed anche lui, come la sua collega omofoba, racconta che un orientamento sessuale dovrebbe essere ritenuto «un problema» in virtù di come la natura non gli appia conforme ai pregiudizi dell'ideologia integralista.

Ma non è finita qui. Presentando teorie che rasentano il criminale, è paragonano i gay ad animali che il logopedista scrive anche:


In realtà non possono esistere gay che non si sentono uomini dato che altrimenti non sarebbero gay. Ma evidentemente l'uomo che defeca teorie contro il prossimo pare ignorare persino che differenza esiste fra l'orientamento sessuale e l'identità di genere.

Dinnanzi a personaggi che usano i loro titoli accademici per promuovere odio, pare doveroso osservare quanta pericolosità sia insita davanti a chi si sente legittimato ad abusare della professione medica per promuovere i suoi pregiudizi. Ad esempio, chi ci dice che il soggetto non vada dai suoi pazienti a dire che «da medico» preferisce si affidino alle preghiere piuttosto che alle terapie? E perché non dovrebbe poter dire che «da medico» non accetta l'esistenza dei mancini dato che la Chiesa Cattolica li etichettava come indemoniati sino a non troppi anni fa?

Sempre conforme alla propaganda della signora De Mari è il anche suo sostenere che le persone sgradite debbano essere accusate di essere malate, motivo per cui lui considera affidabile la teoria promossa dal quotidiano online della lega per cui i migranti debbano essere ritenuti una minaccia sanitaria:


Ed è sempre contro i gay che l'uomo sostiene l'esistenza di fantomatiche «profezie» in cui lui sostiene che si stesse parlando dei Gay Pride quanto una signora morta nel 19700 andava in giro a dire che qualcuno avrebbe portato la «perversione in processione». A fornirgli quell'assurda interpretazione erano stati i gruppi di estrema destra che avevano organizzato blasfeme preghiere contro il Pride:


Ed ancora, lo troviamo esprimere vicinanza a monsignor Paproki e al suo chiedere che ai gay siano negati sacramenti e funerali, inveire contro le famiglie omogenitoriali e raccontarsi che i gay sarebbero blafemi. Sostiene che Putin sia il difensore dei «valori della famiglia» o che abbiano ragione i forzanovisti di Provita Onlus a sostenere che ai genitori debba essere vietata la possibilità di poter assecondare l'identità dei figli. Il tutto sino ad arrivare a condividere vignette omofobe di rara violenza come questa:

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