Dopo l'attacco ai gay, Bolsonaro minaccia anche donne e minoranze etniche



È attraverso 17 ordini esecutivi che il neo-presidente brasiliano Jair Bolsonaro ha tentato di modificare gli standard per la selezione dei libri di testo delle scuole elementari pubbliche. Il suo obiettivo era la cancellazione della valorizzazione delle diversità etniche e dell'obbligo ad inserire richiami alla non violenza contro le donne, proponendo anche un più generico abbassamento della qualità accademica dei testi.
Tra le aggiunte, invece, si imponeva agli insegnanti l'obbligo di raccontare la «verità» sul «regime del 1964», ossia sul golpe di stato che aprì a un periodo di dittatura militare particolarmente apprezzato dal neo-presidente.

In quell'attitudine dei populisti a cercare di imporre le proprie ideologie attraverso un sistematico indottrinamento dei bambini, Bolsonaro pareva intenzionato ad utilizzare le scuole come mezzo per impore i nuovi canoni culturali del suo governo.
Se le modifiche non fossero state denunciate dalla giornalista Renata Cafardo, tutto questo sarebbe diventato legge senza neppure che i cittadini se ne accorgessero. Ma ora che è scoppiata la polemica, nel governo tutti negano di aver mai visto o scritto quei testi. Bolsonaro ha evitato ogni commento sulla vicenda.

In quella sua abitudine alla cancellazione dei diritti delle minoranze, è nel corso del suo primo giorno da presidente che Bolsonaro ha cancellato ogni riferimento alle persone lgbt dai dai documenti ufficiali.
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