È diventato vitale il bacio gay che abbraccia ebraismo ed islam nel cuore della Città Santa



È diventato immediatamente l'immagine che ha immortalato Matteo Otto Menicocci e ilsuo compagno Riccardo durante un bacio che abbraccia ebraismo ed islam nel cuore della Città Santa.
Ed ancor più significativo è come quella fotografia sia stata scattata all'indomani di un'aggressione omofoba subita dai due ragazzi, in visita a Gerusalemme mentre erano in vacanza a Tel Aviv in occasione del Capodanno.
«Come le migliori coppie che si rispettino -racconta Matteo- avevamo discusso e poi fatto pace, per strada, nella sera di uno Shabat qualunque. Ci abbracciavamo scambiandoci qualche dolce bacio, quando siamo stati accerchiati da dei giovani ragazzi in bicicletta che in arabo intimavano di “andarcene a casa” venendoci addosso con le loro biciclette assumendo quell'aria da bullo che non ha razza né colore. Ovviamente abbiamo reagito intimandogli a nostra volta di “sparire in pochi secondi”, con il telefono in mano, altrimenti avremmo chiamato la polizia. Abbiamo la nostra altezza e fisicità, anche morale, e di certo non ci siamo fatti spaventare. Però ci ha dato da pensare, quello stesso pensiero che il giorno dopo, passeggiando per Gerusalemme ci ha fatto reagire, di fronte ad una splendida porta turchese abbiamo deciso di gridare in silenzio, con un bacio, quanto le nostre vite siano cosi diverse ma uguali».
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