Il Giornale attacca Bergoglio attraverso l'omofobia di Riccardo Cascioli



Ancora una si ha una riprova di come l'odio abbia una matrice comune e di come come la sua promozione passi attraverso un'articolata rete di disinformazione gestita dai leader fondamentalisti.  Ed è così che Il Giornale di Sallusti si è messo a pubblicare gli articoli anti-Bergoglio firmati dal fondamentalista Riccardo Cascioli, già direttore de La Nuova Bussola Quotidiana.
In quel suo ossessivo tentativo di accostare omosessualità e pedofilia, il leader ciellino firma un articolo dal titolo "L'ombra dei pedofili e le strane carriere dei porporati gay tra le mura vaticane" in cui afferma:

Non basterà a papa Francesco la ormai certa riduzione allo stato laicale dell'ex cardinale statunitense Theodore McCarrick per calmare le acque e gestire a suo modo il vertice sugli abusi sessuali del clero convocato in Vaticano dal 21 al 24 febbraio prossimo, con la presenza dei presidenti delle Conferenze episcopali di tutto il mondo.

E dopo una lunga serie di infamanti accuse rivolte al Papa che non piace a Cascioli perché invita all'accoglienza anziché promuovere i sovranisti, si passa alla solita parentesi omofoba:

Sicuramente una pubblica critica che leghi gli abusi sessuali del clero all'omosessualità sarebbe molto impopolare agli occhi del «mondo». Papa Francesco anche recentemente ha detto che chi ha tendenze omosessuali non dovrebbe diventare prete, ma lì si è fermato.
C'è però il fondato timore che il vertice di febbraio sarà usato da chi vorrebbe legittimare l'omosessualità anche nel clero: «Si può essere bravi preti anche se gay», è il ritornello di moda tra le correnti più progressiste, ma sicuramente ci sono cardinali influenti, come il tedesco Reinhard Marx, l'austriaco Christoph Schömborn, lo statunitense Blaise Cupich, che non hanno nulla da obiettare. Certo, evitare di parlare di un problema omosessualità nel clero è il primo passo per una sua legittimazione.

Si passa così al populismo, sostenendo che siano i laici a chiedere che i gay siano resi vittima di discriminazioni in nome di come Cascioli ami associarli alla pedofilia:

Ad alzare ulteriormente la temperatura, in questi giorni sono scese in campo anche delle associazioni di laici, che hanno lanciato una petizione online da presentare ai vescovi che parteciperanno al vertice vaticano. Il titolo non lascia spazio ad equivoci: «Fermiamo la rete omosessuale nella Chiesa». È stata lanciata da una associazione svizzera, Pro Ecclesia, sostenuta dal sito americano LifeSiteNews, ma immediatamente rilanciata in tutte le lingue (in italiano da La Nuova Bussola Quotidiana). Chiede una serie di misure, tra cui la reintroduzione di un articolo del Codice di Diritto Canonico del 1917 che stabiliva sanzioni dure, fino alla riduzione allo stato laicale, per i chierici responsabili di atti omosessuali. Improbabile che il Papa acconsenta, ma gli sarà comunque difficile lasciare il tema omosessualità fuori dalla porta del vertice.

Se pare ridicolo come Cascioli spacci per "voce del popolo" le tesi sostenute dal sito omotransofobico che lui stesso dirige in nome di una petizione organizzata dal sito che coordina l'omofobia internazionale, gravissimo è il suo ennesimo tentativo di mettere a frutto l'omofobia per scopi politici a vantaggio delle lobby di cui lui fa parte.
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