L'iper sessualizzazione delle persone LGBT da parte dell'integralismo



Dopo l'uscita del numero di Panorama dedicato alla transessualità in età giovanile, con una copertina raffigurante un/a minore truccato/a in maniera tale da apparire come una prostituta dell'est Europa, mi sono chiesto: perché mai tutto questo buttare le cose sempre sul sesso nel suo aspetto più morboso? Nel senso che sì, qui l'identità di genere era l'elemento preponderante ma esso non equivale al sesso (in termini di atto pratico) ma al sesso (in termini biologici); un transessuale può essere anche asessuato (non provare attrazione sessuale per le altre persone indipendentemente dal sesso) e allora perché quando si parla di transessuali lo si fa, quasi sempre, in connotazione di un rapporto sessuale?
Stesso discorso vale per gli omosessuali o i bisessuali che è vero, in quel caso, la sessualità (in termini di attrazione) è un elemento preponderante ed è vero che un rapporto sessuale è in molti casi (ma non in tutti) parte di una relazione, ma perché allora si parla di questo solo in tal senso? Sentendo parlare la De Mari, sembrerebbe che gli omosessuali (in questo caso maschi) non siano individui complessi (cosa simile alla propaganda nazista sugli ebrei) ma che facciano parte di un'altra civiltà che ha come unico scopo il sesso anale più brutale con l'obbiettivo di nuocere al partner e di divulgare le malattie veneree (anche se, in Italia, l'unico che ha infettato volontariamente qualcuno era Claudio Pinti e lo ha fatto con 200 donne).
Non ricordo chi lo disse, ma fece un parallelismo azzeccato su quanto nel medioevo, in piena repressione sessuale, i manuali degli inquisitori e del clero nel condannare ciò che non si conformasse nel pensiero unico di una moglie sottomessa al marito (la Miriano apprezzerebbe) utilizzavano una morbosità e una dovizia di particolari che neppure chi rientrava nell'ambito dell'"eresia" si sarebbe mai sognato; come se coloro che si prefiggevano di eradicare dal mondo determinati aspetti dell'uomo utilizzassero questo stratagemma per circondarsi di tutto ciò che gli eccitava di più nel tentativo di poterlo vivere come una virtù e una necessità per combattere i mali dell'umanità. D'altra parte è ormai consuetudine che come Alberto Sordi nel film "Il moralista" in cui si pone a ultracensore di ogni cosa in relazione alla sessualità (quella etero, per la serie che i conservatori di adesso lo accuserebbero di gender perché non gli permetterebbe di esaltare il sesso etero dato che il conservatore di una volta cassava ogni riferimento alla sessualità indipendentemente dall'ambito) alla fine si scopre avere una mega tratta di prostitute. Non mi meraviglierebbe, cosa che è già avvenuta, che su tutti questi paladini un giorno vengano fuori delle cose assai interessanti (anche perché, già adesso, è sotto gli occhi di tutti che chi si dice paladino della famiglia tradizionale in realtà è un pluri divorziato e non gliene frega nulla ma la dissonanza cognitiva è potente in chi li segue, vedi Putin, Adinolfi, Salvini, Meloni, ecc...).

Marco S.
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