Ragazza transgender aggredita a Catania, la Procura archivia il caso perché il bar della Rinascente non avrebbe telecamere di videosorveglianza



Era un pomeriggio di dicembre 2017 quando Agnese, una studentessa transgender che frequenta università di Catania, era entrata al bar della Rinascente per riscaldarsi con una tazza di tè caldo.
Tre uomini seduti al bancone hanno iniziato a prenderla in giro e, dopo che la ragazza li aveva invitati a smetterla, uno di loro l'ha apostrofata come «ricchione» prima di tirarle uno schiaffo.
Intenzionata a non subire in silenzio, è all'indomani dei fatti che Agnese si è recata dai carabinieri per denunciare l'accaduto. Per mesi ha continuato a chiamare le forze dell'ordine chiedendo aggiornamenti sulle indagini ma, dopo un anno, è solo in seguito ad una sua telefonata che ha scoperto che la Procura aveva deciso di archiviare la sua denuncia per mancanza di prove. Infatti, secondo quanto viene sostenuto nei documenti redatti dai carabinieri, il bar non presenterebbe alcun sistema di videosorveglianza e dunque gli inquirente non avevano immagini da poter visionare.
Pare dunque che il bar della Rinascente di Catania venga indicato come un luogo ideale per delinquere dato che l'Arma pare sostenere che sia impossibile perseguire i reati commessi al suo interno. Chissà se alla Rinascente e ai suoi clienti piacerà sentire una simile teoria...
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