Salvini attacca Fazio, lamentando che lui prenda meno soldi per scattarsi selfie e giocare a vestirsi da pompiere



Se le sue invettive contro Claudio Baglioni sono bastate a garantirgli la messa al bando del cantante da una  Rai totalmente lottizzare, è forse auspicando una nuova purga che Matteo Salvini ha avviato la sua macchina del fango anche contro Fabio Fazio. Fingendo che a preoccuparlo non sarebbero tanto le sue idee ma solo uno stipendio che sostiene dovrebbe essere inferiore al suo, è nel corso di una delle sue innumerevoli dirette Facebook che il leghista si è lanciato nell'affermare:

Stanotte ho dormito quattro ore e sono orgoglioso del mestiere che faccio, anche se qualcuno poi critica... Senza alcuna invidia o gelosia ho fatto due conti a spanne: Fabio Fazio guadagna in un mese quanto il ministro dell'Interno guadagna forse in un anno. Un mese per andare a fare lo show in tv, un anno per fare il ministro che si occupa della sicurezza di 60 milioni di persone

Se in realtà i 60 milioni di cittadini sono quelli che oggi rischiano una maggior insicurezza dopo l'approvazione di quella sua legge che crea illegalità ed offre manodopera a basso costo per la malavita organizzata, è in quel suo constante processo di auto-glorificazione che il leghista dice si non sentirsi pagato abbastanza dato che si crede convinto di lavorare tantissimo.
Se stando al suo ragionamento non si capisce perché mai quei medici che passano notti insonni a salvare vite umane non prendano quanto lui, così come a non avere stipendi accettabili sono anche le tante forze dell'ordine che rischiano la vita per strada nel garantire una vera sicurezza ai cittadini, Salvini insiste che il suo scattarsi selfie e il suo travestirsi da pompiere dovrebbero garantirgli il più altro tra gli stipendi.

Il ragionamento appare imbarazzante anche davanti ad un leghista che non ha mai lavorato un solo giorno nella sua vita (l'asserzione è certificata dato che Salvini perse una causa contro il giornalista che affermò tale dato di fatto) e che pare non rendersi contro che Fazio produce reddito e che sono introiti pubblicitari che il suo nome riesce a richiamare a pagargli il salario. Se al suo posto ci fosse Povia, forse gli introiti non basterebbero manco a pagare la bolletta della luce.
È dunque ricorrendo al populismo che il ministro degli Interni si è lanciato in invettive da bar, raccontando storielle simili a chi si lamenta che i calciatori prendono troppo anche se è ovvio che sia il mercato a stabilire quanto possa valere ogni singolo giocatore. Non vuole il mercato? Bhe, nei regimi è lo stato a decidere che Fazio non debba poter prendere più soldi di Salvini dato che sennò il leghista piange.

Se ovviamente Salvini spergiura che lui non ce l'ha con nessuno, pare che neppure i quotidiani della sua area politica abbiano voluto fingere di di credergli. Ad esempio è il quotidiano della destra romana a raccontare come se nulla fosse che quello è un atto del «vicepremier contro i suoi oppositori nel mondo dello spettacolo». Insomma, chi dissente sarà punito.
Ed è nel Paese che assume in stage chi cerca la cura per i tumori che il privilegiato dai sue stipendi d'oro si lamenta che qualcuno abbia uno stipendio più altro del suo, ignorando volutamente come il fatto che Fazio si auto-produca lo renda un imprenditore a cui nessuno dovrebbe poter contestare gli introiti. Sarebbe come inveire contro Zuckerberg e chiedergli di non fare soldi con Facebook.
2 commenti