Svizzera. La destra inizia a raccogliere firme per abolire la legge contro l'omofobia



Pare proprio che alle destre non piaccia che i gay possano essere difesi dalle loro invettive e dalle loro violenze. Ed è così che Sylvie Ruffieux-Guignard, in qualità di presidentessa del partito dell’Unione democratica federale, ha annunciato che farà di tutto per cercare di abolire la legge contro l’omofobia che è stata approvata in Svizzera lo scorso dicembre.
La sua idea è quella di tentare di raccogliere firme a sostegno di un referendum in cui chiederà la totale depenalizzazione dei reati d'odio commessi in virtù dell'orientamento sessuale, dell'etnia, della religione o della razza della vittima. Ed è forse cercando l'appoggio della Chiesa che la proposta è stata argomentata sostenendo che l'omofobia sarebbe un «diritto» di quei fondamentalisti che si dichiarano «cristiano-conservatori» e che pare non sappiano vivere senza esternare il loro inumano odio contro il prossimo.
Surreale è come la donna sostenga che la criminalizzazione dell’omofobia impedirebbe di poter promuovere fantomatici personaggi che sostengono di aver «abbandonato l’omosessualità» per far felice Gesù o impedirebbe ai genitori omofobi di poter indottrinare al pregiudizio quei figli che esigono abbiano un orientamento conforme ai parametri stabiliti dai loro leader. Ed ancora, è dimostrandoci come lo schema integralista sia sempre uguale, è stato il marito della donna dichiarare che sua moglie non sarebbe omofoba e che: «questa intervista non ha contenuti omofobi. L’omofobia è la paura degli omosessuali. Noi non abbiamo paura, semplicemente non intendiamo idealizzare l’omosessualità, che ora è di moda».
Certo, l'omofobia è una moda e loro sono cristiani. E perché non dire che gli asini possono volare?
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