Gianfranco Amato: «L'Occidente è depravato. Stalin ha fatto tanto per la famiglia»



Abbandonato il partito di Mario Adinolfi, il fondamentalista Gianfranco Amato è tornato a farsoi promotore della lega di Matteo Salvini attraverso il suo spergiurare che il razzismo, la xenofobia e l'omofobia sarebbero il massimo volere di Dio.
Ha anche fondato la sua ennesima organizzazione fondamentalista che, dietro ai soliti slogan su una fantomatica «difesa» della famiglia, si fa promotrice di una propaganda volta ad inneggiare ad una nuova società chiusa in sé stessa in cui ogni libertà personale sia cancellata affinché ogni cittadino sia obbigato a rendersi conforme al volere del leader di turno. Ed è forse questo il motivo per cui Amato continua a guardare sempre più verso la Russia, raccontando che gli ortodossi sarebbero migliori dei cattolici perché loro appoggiano il razzismo e l'omofobia di Putin mentre noi abbiamo un Papa che non benedice il respingimento dei disperati o il loro sequestro.
Sulla sua pagina Facebook si mostra tutto tronfio mentre posa con alcuni esponenti della Chiesa Ortodossa o mentre organizza convegni propagandistici volti a sostenere che la Russia sia impegnata «nella difesa dell’identità Cristiana dell’Europa». E se si fruga tra le immagini, non pare un caso che si possa scoprire come a sedere dinnanzi a lui ci fosse anche Toni Brandi, presidente dell'organizzazione forzanovita e filo-leghista Provita Onlus.


Surreale è anche l'intervista rilasciata da Amato ad Iri Tmkhnm nella quale la sua promozione della Russia assume toni a dir poco grotteschi.
Il fondamentalista esordisce sostenendo che la famiglia russa venga ben descritta dall'articolo 29 della Costituzione italiana, asserendo che la famiglia venda lì definita come una «società naturale fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna». E se la necessità di aggiungere una specifica sui generi assente nel testo è come un'ammissione di come lui sappia che l'articolo non esclude le famiglie gay, surreale è come abbia proseguito dicendo: «Il fatto che la Russia sia diventata oggi la potenza che è stata incaricata dalla storia della Provvidenza di difendere la visione antropologica, prima naturale che cristiana, è molto importante. Perché dall'altra parte abbiamo un Occidente depravato che sta tentando addirittura di distruggerla. ma io penso che anche dal punto di vista storico la Russia abbia imparato una grande lezione, perché il primo tentativo di eliminare per legge la famiglia è avvenuto proprio in Russia [..] ed hanno approvato anche il divorzio». «Fu poi Stalin che con un decreto degli anni '30 si rese conto dell'importanza della famiglia. Addirittura stanziò sovvenzioni per le famiglie numerose. Nel '44 c'è stata la guerra e con un'altro decreto lui ha messo una tassa per i celibi, quelli che non hanno una famiglia, ed ha aiutato sempre. I russi hanno capito sulla loro pelle che cosa significa tentare di modificare la famiglia, per questo hanno un'idea molto chiara di come quella cellula debba essere preservata in maniera sacra».

E se un italiano come Gianfranco Amato spergiura che sia la «Provvidenza» a guidare la Russia verso la «sacralità» della famiglia, è un quotidiano russo a raccontarci una realtà molto diversa. In un articolo del 26 dicembre 2012, il The Moscow Time parlava della drammatica situazione di abusi commessi sui bambini russi.
In riferimento al disegno di legge con cui Putin voleva impedire l'adozione di orfani russi da parte di genitori adottivi che risiedessero in Paesi in cui l'adozione era permessa anche alle coppie gay, il quotidiano spiegava che «secondo varie stime, un numero compreso tra il 50 e il 95 percento dei bambini che crescono negli orfanotrofi russi diventano tossicodipendenti, alcolizzati o si suicidano. Gli orfanotrofi russi producono essenzialmente bambini che soffrono di sindrome di Mowgli, ossia sono mal equipaggiati per inserirsi a qualsiasi titolo nella società. La situazione non è particolarmente rosea neppure per quanto riguarda i genitori adottivi russi. Secondo le statistiche ufficiali del governo, un bambino adottato da genitori russi ha 39 volte più probabilità di morire rispetto a uno adottato dai genitori in Occidente [...] Ad esempio, i cadaveri di ragazze di 15 anni sono stati scoperti a Nizhny Tagil nel 2008. Un anello di prostituzione ha rapito le ragazze e le ha uccisi quando si sono rifiutate di diventare prostitute. Alla fine, non c'è mai stato un solo indagato. Allo stesso modo, nessuna indagine è stata aperta quando quattro giovani donne sono scomparse a Kursk nel 2001. Nove anni dopo, una persona che camminava con il suo cane ha scoperto i loro resti. Le ragazze erano state violentate e uccise da quattro giovani uomini. Ma gli assassini sono stati rilasciati, in parte perché uno di loro era il genero di un agente del servizio di sicurezza federale locale. A Orenburg, 26 bambini sono stati dichiarati dispersi, ma è stato aperto un solo caso criminale. A Perm, non è stato aperto alcun caso in relazione ai 27 bambini scomparsi. Ovviamente, la statistica ufficiale, secondo cui un bambino ha 39 volte più probabilità di morire se adottata dai genitori russi è un eufemismo. Sappiamo che i numeri reali sono molto più alti. E ciò sottolinea anche la principale differenza tra i diritti dei bambini in Russia e in Occidente. Negli Stati Uniti l'abuso di un minore è un crimine. In Russia, è una routine. Fino al 60 per cento dei bambini negli orfanotrofi subisce abusi da parte dei loro caregivers, ed è una rara occasione in cui qualcuno finisca in carcere per crimini contro i bambini. Se un genitore uccide un bambino, sia i tribunali statunitensi che russi lo considerano il comportamento di uno psicopatico individuale. Ma quando il 60 percento degli orfani russi viene abusato, la "società" russa viene accusata».
Insomma, altro che il Paese paradiso a cui Dio avrebbe affidato il compito di colonizzare l'Occidente così come Provita e Amato vorrebbero farci credere!

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